Fra politici fatui e azzimati, ci troviamo negli anni del Vuoto, sia economico che religioso

Fra politici fatui e azzimati, ci troviamo negli anni del Vuoto, sia economico che religioso

QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE HANNO VISSUTO GLI ANNI DI PIOMBO E GLI ANNI DI FANGO (COME LI CHIAMAVA MONTANELLI), MA QUELLI DI OGGI…

Di Alessandro Puma

E così stavolta Conte ha dovuto fare le valigie con profondo disdoro di molti e fra gli applausi di quasi tutti, considerato che si è trattato di un Presidente del Consiglio che si è ritrovato a fronteggiare “la più grave crisi mai affrontata dalla fine della Seconda Guerra mondiale a oggi”.

Certo gli applausi alla fine se li è meritati, sicuramente è stato anche onesto, sincero, trasparente ecc. ecc. È riuscito persino a non rubare, come tutti gli altri, forse perché non ce ne siamo accorti o perché non ne ha avuto il tempo o forse perché davvero ci teneva – lui che si è trovato nell’agone politico quasi per caso – a fare bene il suo lavoro.

Adesso, in attesa che il nuovo Presidente Draghi, simbolo dell’élite europea dominante, riesca a far perdere sempre più sovranità agli italiani e a svendere quelle due o tre eccellenze rimasteci, vorrei brevemente ricordare che cosa significa, e ha significato, l’attività di un politico del passato, di forte impronta cattolica, come Giorgio La Pira.

Nato a Pozzallo, in Sicilia, nel 1904 e colpito, fin da ragazzino, dal coro delle suore in una chiesa, Giorgio ha sempre avuto una vocazione cristiana che lo ha accompagnato in ogni momento della sua vita, soprattutto nel corso della sua attività politica, quando sono stati necessari quegli interventi, statali o imprenditoriali, volti a salvare intere famiglie dalla disoccupazione e dalla fame.

Questo perché, come affermava lui stesso: «Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! No: l’impegno politico -cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall’economico- è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità.» (Da La nostra vocazione sociale. Giorgio La Pira).

Entrato a far parte dell’Assemblea Costituente nel 1946 assieme, fra gli altri, a Giuseppe Dossetti e ad Amintore Fanfani (un altro grande politico di Destra che si è speso tantissimo per combattere la legge sul divorzio con grandi comizi pubblici in tutta Italia), il 6 luglio del 1951 é eletto sindaco di Firenze per cui compirà grandi opere pubbliche come la ricostruzione dei ponti Alle Grazie, Vespucci e Santa Trinità distrutti dalla guerra, la creazione del quartiere-satellite dell’Isolotto, l’impostazione del quartiere di Sorgane, e la costruzione di moltissime case popolari.

Ma la sua impresa forse più famosa é stata quella di evitare il fallimento e la chiusura della Fonderia delle Cure, intervenendo attivamente e con successo presso Enrico Mattei a difesa dei posti di lavoro delle officine Pignone, la cui crisi aveva colpito duramente la regione Toscana, minacciando di coinvolgere tremila operai e che mise a servizio delle esigenze meccaniche del gruppo ENI con il nome di Nuovo Pignone. Nel 1972 i lavoratori delle officine Pignone, ispirandosi ai principi di umanità e cristianità di Giorgio La Pira, fondano il G.I.D.S.(Gruppo Internazionale Donatori di Sangue).

Inutile ricordare che anche Enrico Mattei é stato quel grandissimo e illuminato imprenditore che aveva osato sfidare le cosiddette “Sette Sorelle”, lavorando da pari a pari con i paesi produttori di petrolio e sfidando l’egemonia di America ed Europa, uomo solo che con la sua ENI avrebbe reso grande l’Italia e che per questo è stato ucciso in un attentato aereo le cui modalità sono ancora poco chiare.

Magnifica e quasi surreale la scena della telefonata tra Mattei e La Pira che ho da poco visto con i miei alunni, proponendo in classe un breve estratto del film su Enrico Mattei di Francesco Rosi (‘Il caso Mattei’, 1972) che stranamente, pur essendo stato insignito nella lista dei 100 film italiani da salvare, non è mai stato distribuito in DVD.

Mattei riceve la telefonata nel suo studio, è deciso assolutamente a dire no alla proposta di La Pira di salvare i tremila operai destinati alla disoccupazione e alla tragedia familiare; ne va del rendimento economico della sua azienda, il rischio di fallimento anche per l’ENI è troppo grande, gli dispiace ma non può far nulla.

All’improvviso La Pira confida a Mattei che lo Spirito Santo, apparsogli in sogno, gli ha predetto che lui avrebbe accettato la sua proposta. Mattei rimane basito, è titubante, non sa proprio cosa fare, ma alla fine accetta.

Quanti dei politici di oggi avrebbero il coraggio, partendo da una base di potere simile, di fare e soprattutto di accettare una simile proposta?

Da un lato abbiamo un Salvini che fa sfoggio di baci a croci e santini vari, chissà quanto sinceramente, dall’altro abbiamo l’ex presidente uscente che lo rimproverava perché mostrava semplicemente la propria fede, perché questo poteva urtare la sensibilità dei non credenti, o dei fedeli di altre religioni. È proprio vero: quelli della mia generazione hanno vissuto gli anni di piombo e gli anni di fango (come li chiamava Montanelli), ma quelli di oggi, con i politici fatui e azzimati che ci ritroviamo, sono proprio gli anni del Vuoto. Sia economico che religioso.

 

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