Biden e Democratici verso l’aggressione più radicale alla libertà religiosa

Biden e Democratici verso l’aggressione più radicale alla libertà religiosa

IN USA ARRIVA L’EQUALITY ACT, LA CONTROVERSA LEGGE VOLUTA DA BIDEN CHE PROVOCA L’IRA DEI VESCOVI. ECCO PERCHE’…

Di Umberto Spiniello

La spaccatura nella chiesa americana, causata da Biden, non tende a rimarginarsi. Il giorno dell’insediamento di Biden al Campidoglio, il 20 gennaio, è arrivato un duro attacco da parte di Jose Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici Usa.

Il prelato, infatti, aveva puntato il dito contro il neo presidente per le sue politiche su aborto e famiglia.

Le dichiarazioni di Gomez da un lato lodavano la sua storia personale, il suo impegno di lunga data a servizio dei i poveri, ma in maniera contingente sottolineavano come Biden fa avanzare i cosiddetti “mali morali della società attuale” che incidono sui temi dell’aborto, della contraccezione, dell’istituto del matrimonio e sulle questioni legate all’identità di genere.

Ma le affermazioni di Gomez  hanno creato un spaccatura tra gli stessi cattolici.

Un altro porporato statunitense, infatti, il cardinale arcivescovo di Chicago Blase Cupich, aveva commentato come “sconsiderate” le parole del collega di Los Angeles, sottolineando come potevano essere un rischio “per allargare le divisioni all’interno della Chiesa americana”. 

In questi giorni la netta divisione tra cattolici fedeli al magistero e cattolici liberal è tornata a farsi sentire in occasione della discussione sull’ Equality Act.

Reintrodotto al Congresso la settimana scorsa da David Cicilline, deputato democratico del Rhode Island, l’Equality Act è in ballo da anni.

Nel 2019 era già stato approvato dalla Camera ma si era incagliato al Senato, allora in mano ai repubblicani.

Molto probabilmente anche stavolta il testo dovrebbe passare facilmente alla Camera, dove i democratici beneficiano di una comoda maggioranza, ma sarà ben più dura al Senato, dove i repubblicani occupano la metà degli scranni e il partito di Biden non è un monolite.

Molti democratici, infatti, hanno già espresso la loro contrarietà a questa legge.

L’Equality Act è stato definito da molti commentatori “l’aggressione più radicale alla libertà religiosa, al diritto alla vita e al diritto alla privacy che sia mai stata codificata in una proposta di legge”.

La stessa Conferenza episcopale invita gli elettori cattolici a comunicare al Congresso la propria contrarietà alle nuove misure. Le preoccupazioni del mondo cattolico sono evidenziate in un articolo per il New York Post a firma di  Ryan T. Anderson, presidente dell’Ethics and Public Policy Center.

Scrive Anderson: “[L’Equality Act] indica l’orientamento sessuale e l’identità di genere come categorie protette analoghe alla razza.(…)[La legge] invaliderà una binarietà sessuale che è letteralmente inscritta nel nostro codice genetico ed è fondamentale per molte nostre leggi, non da ultime quelle che proteggono l’uguaglianza, la sicurezza e la privacy delle donne.”

E’ interessante notare come Anderson affermi che l’Equality Act riguarderà “più o meno tutti e tutto (…)con l’Equality Act, le scuole religiose, le agenzie per l’adozione e altri enti filantropici andranno incontro a sanzioni se a proposito di sesso e matrimonio affermeranno gli insegnamenti della biologia e la Bibbia, la genetica moderna e la Genesi”.

Le decisioni di Biden che, da un punto di vista cattolico, si potrebbero definire border-line non sono però finite.

È notizia delle ultime ore, infatti, come riporta la Cnn, della firma di un provvedimento che di fatto annulla le restrizioni sancite da Donald Trump per quanto riguarda l’accesso all’aborto sia a livello nazionale che all’estero. 

Una decisione, quella di Trump, che allora mise alle strette soprattutto il colosso degli aborti Planned Parenthood e fu salutato dai cattolici del Paese come un grande provvedimento pro-life.

Il repentino cambio di rotta del “cattolico” Biden ha ora scatenato di nuovo e in modo ancora più feroce la risposta della Conferenza Episcopale.

L’arcivescovo Joseph F. Naumann e il vescovo David J. Malloy, presidenti rispettivamente del Comitato per le Attività Pro-Life e del Comitato Internazionale di Giustizia e Pace, hanno “ritenuto l’atto del presidente come una vera e propria promozione della distruzione della vita nelle nazioni in via di sviluppo”. I prelati hanno anche sottolineato come il provvedimento  sia “antitetico alla ragione e che viola la dignità umana e quindi in contrasto con gli insegnamenti sociali”

Dato l’attuale clima negli USA, tra l’ira dei Vescovi e la disillusione di molti cattolici nei confronti del neo presidente “credente devoto”, non sarà facile per Biden portare a casa la legge per l’eguaglianza. 

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È inutile strillare adesso che i buoi sono scappati!