Il trans al Dipartimento della Salute schiva le domande chiave


È VIETATO CHIEDERE SE CHI GOVERNA RITENGA CHE UN BAMBINO DI 8 ANNI, CHE NON PUÒ DECIDERE COSA MANGIARE A PRANZO, POSSA DECIDERE DI CAMBIARE SESSO CON PASTIGLIE, INIEZIONI O BISTURI, TANTO È VERO CHE IL SENATORE RAND PAUL PER AVER POSTO LA QUESTIONE ORA È ACCUSATO DI TRANSFOBIA.

Di Lorenzo Capellini Mion

A Washington D.C., il senatore Rand Paul, in audizione al Senato ha posto questa semplice domanda al nuov* segretari* al Dipartimento della Salute degli Stati Uniti: “Dr. Levine lei ha sostenuto sia la possibilità di somministrare ai minori dei bloccanti ormonali, per evitare che attraversino la pubertà, sia la rimozione chirurgica dei genitali di un minore. Sia la mutilazione chirurgica sia l’interruzione ormonale della pubertà può alterare e prevenire in modo permanente le caratteristiche sessuali secondarie e vorrei sapere se lei crede che i minori siano in grado di prendere una decisione che cambia la vita come quella di cambiare il proprio sesso”.

Levine, la prima persona transgender ad essere nominata per una posizione a livello governativo, ha schivato la domanda, di fatto si è rifiutat* di rispondere.

È persino vietato chiedere se chi governa ritenga che un bambino di 8 anni, che non può decidere cosa mangiare a pranzo, possa decidere di cambiare sesso con pastiglie, iniezioni o bisturi, tanto è vero che il Sen Rand Paul per aver posto la questione ora è accusato di transfobia. Qualsiasi cosa questa parola significhi.

A me preme però ricordare che Dr. Levine è tra i maggiori responsabili della disastrosa risposta al virus di Wuhan in Pennsylvania, un campionario di errori ed orrori.

Ma Levine non è stat* scelt* per competenza o merito bensì per completare una casella, “per fare la storia”.

E, oltre all’assenza di merito, in questo caso è persino difficile credere alla buona fede di un* servitore/trice dello Stato che, subito prima di inviare persone positive ad un virus che stermina anziani nelle case di riposo, ha fatto trasferire la propria madre da una RSA in un hotel.

È quello che ha fatto Levine. Credete che il giornale unico ne abbia chiesto conto? Certo che no, è il privilegio di essere Liberals.

Basti pensare al governatore di New York Cuomo accusato di aver mentito sui dati delle morti nelle case di riposo, di aver minacciato come un gangster di periferia chiunque mettesse in discussione le sue scelte e ora anche di molestie sessuali.

Eppure è ancora seduto al proprio posto di comando. Ma la lista del doppio standard è lunga. E così siamo in mano a persone che antepongono la propria agenda politica, fatta di divisione e disgregazione, al bene dei cittadini.

Senza mai doverne dare conto. Alla peggio, all’ora del voto, ci pensa Demonion.


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