Shemà. Commento al Vangelo dell’8 marzo della teologa Giuliva Di Berardino

Shemà. Commento al Vangelo dell’8 marzo della teologa Giuliva Di Berardino

Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 4, 24-30

lunedì 8 marzo 2021

Oggi il testo del vangelo ci fa riflettere sulla nostra difficoltà ad accogliere Gesù nel modo in cui Lui si manifesta e non come lo vorremmo noi e ci invita a vivere i rifiuti e le ribellioni nel modo più sano possibile. La liturgia di questo tempo di Quaresima ci richiama a fare attenzione al nostro cuore, ad ascoltarci profondamente nella preghiera, perché Gesù viene a visitarci, ma noi possiamo anche restare confusi e per diverse ragioni, a volte anche giuste secondo il nostro modo di pensare, così, anche a noi, che vogliamo seguire il Signore, può capitare di resistere alla grazia di Dio. È per questo che siamo chiamati a convertirci ogni giorno, cioè a cambiare il nostro modo di pensare, di vedere la vita. Gli abitanti di Nazareth nei confronti di Gesù, arrivano a riempirsi di sdegno e a spingere Gesù fuori dalla sinagoga con l’intenzione di lapidarlo. Ci potrebbero essere tante ragioni per rifiutare Gesù e continuare a pensare la nostra vita senza Dio, senza Gesù, ma oggi, grazie all’annuncio di questo Vangelo, possiamo chiedere al Signore di guarire le nostre ribellioni e i nostri rifiuti alla grazia. Tutti abbiamo dei punti in cui facciamo fatica a credere o ad accogliere l’amore di Dio, o anche le persone e i motivi possono essere diversi, ma spesso sono dovuti a ferite interiori, a convinzioni, a pregiudizi culturali o religiosi. Ecco forse non riusciamo a riconoscerlo, ma potremmo essere noi stessi, oggi, come gli abitanti di Nazareth, di fronte a Gesù. Eppure, lo vediamo nel testo, di fronte al rifiuto, il Signore apre alla novità: “Nessun profeta è bene accetto nella sua patria, nella sua terra”. Il dono che Gesù desidera offrirci è sempre una via nuova, che si apre, oltre la chiusura. Perciò, di fronte ai rifiuti alla grazia che noi possiamo lasciare emergere da noi stessi, è necessario invocare lo Spirito Santo, perché, come Gesù in quel momento, possiamo anche noi ricevere la testimonianza dello Spirito Santo, per comprendere che è possibile ricevere perfino il rifiuto come un dono per noi. Il Vangelo ce lo mostra con semplicità: quando gli uomini sono increduli o turbati, sorpresi o impauriti, Dio non si turba, non ha paura, ma và oltre!  E questo ci insegna ad allargare sempre di più la mente e il cuore e a non chiuderci nelle convinzioni su noi stessi o nei pregiudizi verso gli altri. Se osserviamo le parole di Gesù, Egli cita un paio di esempi, tratti dalle Sacre Scritture: il profeta Elia, che durante la carestia ricevette del cibo da una vedova straniera (cf. 1Re 17,7-16) e il profeta Eliseo, che guarì uno straniero dalla peste, Naaman il Siro (cf. 2Re 5). Questi esempi ci fanno capire che, se ci lasciamo cambiare il cuore e la mente dallo Spirito Santo, possiamo guarire il nostro cuore e liberarci da certe convinzioni che ci impediscono di agire come Dio, in coscienza, ci indica di agire, a vote superando anche le nostre convinzioni personali perché lo Spirito Santo ci libera da ogni chiusura e ci rende capaci sempre di fare il bene. Se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo impareremo anche a vivere meglio la nostra testimonianza nel mondo. Pensiamo al ministero di Gesù, che poi continua nel nostro modo di testimoniare il suo amore nel mondo. Il ministero di Gesù è stato sempre ostacolato, già dal suo inizio: in Galilea Gesù è seguito dalle folle, ma è anche ostacolato dalla sua famiglia, poi a Gerusalemme ci saranno i sacerdoti ad ostacolarlo, e, negli ostacoli, il Maestro ci insegna a cogliere le opportunità per aprire ancora di più il nostro cuore e il nostro spirito al Suo Vangelo. La conclusione del testo ce lo mostra bene: Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Se dunque Gesù non si spaventa dei nostri rifiuti, delle nostre durezze,  e delle nostre incredulità, perché dovremmo fermare il nostro cammino dietro di Lui proprio oggi? Dio ci sorprende, e ci sorprenderà sempre! Perché è più grande dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni, perciò, anche oggi, accogliamo il suo amore e la sua pace. Buona giornata!

Lc 4, 24-30

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

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