Il virologo Tarro: “sui vaccini è prevalsa la logica speculativa dei Big Pharma”


CASO ASTRAZENECA, IL VIROLOGO TARRO PUNTA IL DITO SUI BIG PHARMA E NON ESCLUDE UNA GUERRA COMMERCIALE

Di Bruno Volpe

Caso AstraZeneca. Il virologo prof Giulio Tarro punta il dito sui Big Pharma e non esclude una guerra commerciale. Lo dice in questa esclusiva intervista per il nostro sito.

Professor Tarro, lei ha adombrato la possibilità che dietro il caso AstraZeneca possa nascondersi una guerra commerciale tra Big Pharma..

“Non ho le prove naturalmente. Tuttavia la storia della medicina e dei vaccini autorizza a supporlo”.

 Ci spieghi ..

“Parlo con cognizione di causa visto che sono allievo del grande Sabin. Mi riferisco al vaccino contro la polio. Sabin fu un rivoluzionario, creò un vaccino per bocca più efficace e soprattutto a basso prezzo per le nazioni povere del Salk, vaccino americano. Le aggiungo che con generosità rinunciò ai diritti dell’invenzione. Eppure la Big Pharma americana del tempo lo boicottò a vantaggio dell’altro vaccino, Salk che era per intramuscolo, maggiormente costoso del Sabin”.

Da chi venne boicottato?

“Da ambienti finanziari americani”.

 Come AstraZeneca oggi?

“Per capirne di più dobbiamo aspettare i risultati delle autopsie, però sin qui il vaccino anglo-svedese in Gran Bretagna non ha dato grandi problemi se guardiamo alle statistiche e, a dirla tutta, le controindicazioni nei vaccini sono naturali. Ovviamente è opportuno fermarsi e capire. Ma siamo nella normalità”.

E allora?

“Succede che se AstraZeneca ha un incidente di percorso ne guadagna la diretta concorrente, l’americana Pfizer che, supportata dalla tedesca BioNTech, è la diretta concorrente di AstraZeneca”.

Lei avrebbe sospeso la somministrazione del vaccino di AstraZeneca?

“E’ stato prudente e saggio farlo, tuttavia resto dell’idea che si tratti di lotti”.

Ritiene che coi vaccini abbiano corso troppo?

“Non sono un ‘no vax’. Penso però che abbiano fatto molto in fretta. Per avere un vaccino sicuro ci vogliono almeno 18 mesi e anni di sperimentazione. Qui hanno bruciato i tempi quando la risposta migliore è la terapia, e costa meno. A mio avviso ha prevalso l’economia sull’etica e la salute, e soprattutto è prevalsa la logica speculativa dei Big Pharma”.

 


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