Non c’è speranza se non in Cristo

Non c’è speranza se non in Cristo

Solo chi ama follemente Gesù Cristo può capire

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Martedì Santo. Secondo carme del Servo di Jahvè.

“Il Signore… fin dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome” (Is 49,1).

Lo ha fatto mediante l’Arcangelo, a Maria e a Giuseppe: “Lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21). “Ha reso la mia bocca come spada affilata… Mi ha detto: “Mio servo tu sei, sul quale manifesterò la mia gloria” (Is 49,2.3).

Il successo sembra assicurato, perché Dio lo vuole. E invece, il risultato della missione deve registrare il fallimento. “Invano ho faticato, per nulla ho consumato le mie forze” (v.4).

Il Messia sarà infatti, scartato dai capi del popolo e rigettato. Ma Dio ne farà la pietra angolare del suo tempio! “Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra” (v.6).

La missione del Cristo è universale: “Ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo, per far risorgere la terra, per farti occupare l‘eredità devastata, per dire ai prigionieri: “Uscite”, e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori” (vv.8-9). Non c’è speranza se non in Cristo.

Gesù è veramente il Signore! Predice il tradimento di Giuda e non ne fa trapelare l’identità, se non a Giovanni. Afferma che il Figlio dell’uomo sarà glorificato presto, chiamando gloria l’ignominia della croce. Predice il rinnegamento di Pietro e non lo condanna, perché vede la sincerità del suo cuore, ma anche la presunzione.

Solo chi lo ama follemente può capire.

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