Per “ridare voce” ai principi conservatori e al Cristianesimo in Europa

Per “ridare voce” ai principi conservatori e al Cristianesimo in Europa

SALVINI, MORAWIECKI E ORBÁN UNITI PER RIAFFERMARE UN’EUROPA DEI VALORI E DEI DIRITTI

Di Emanuela Maccarrone

Il 1° aprile tre leader europei di partiti sovranisti, Salvini per la Lega, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il primo ministro ungherese Viktor Orbán si sono incontrati a Budapest per ‘ridare voce’ ai principi conservatori e al Cristianesimo in Europa.

“I democristiani attualmente non hanno una rappresentanza adeguata in Europa, stiamo lavorando per avere una voce, una rappresentanza e un peso nella politica europea”, ha affermato il premier Viktor Orbán.

All’incontro si è parlato del ‘futuro dell’Europa’, inteso come una buona occasione per promuovere e rafforzare i valori. Nelle prossime settimane i tre alleati saranno impegnati nel redigere un programma in tal senso. Simbolica stata la scelta del giorno dell’incontro: il Giovedì Santo.

Durante il confronto è emersa la loro identica posizione nel voler riaffermare la libertà, la dignità, il Cristianesimo, la famiglia e la sovranità nazionale. Allo stesso tempo, i tre esponenti politici si sono trovato d’accordo nel respingere ideologie attinenti “all’impero europeo” di Bruxelles, al Comunismo, all’immigrazione illegale e all’antisemitismo. L’obiettivo è ribadire l’importanza della libertà, dei valori europei tradizionali, della dignità umana e di una politica europea di maggior successo.

Il primo ministro polacco, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha parlato dell’incontro avvenuto a Budapest, sottolineando l’importanza di un’integrazione europea che rispetti “la sovranità nazionale, i valori veri, tradizionali, europei”.

Morawiecki ha scritto di un ‘piano di recupero’, ossia che bisogna “affrontare molte minacce moderne” e “difendere le famiglie, la dignità dei valori individuali” e i “cristiani che sono alla base dell’Europa”. Secondo il primo ministro polacco, occorre fronteggiare le forze che minano un traguardo europeo comune e le sue fondamenta. Per questo la rete solidale proposta dall’Ungheria, dalla Polonia e dall’Italia leghista viene vista come “una piattaforma di dialogo per valori condivisi”.

Nella sua pagina Facebook, Salvini ha scritto che occorre un ‘Rinascimento europeo’ inteso come “una nuova idea di Europa, che riconosca le proprie radici, fondata su salute, lavoro, sicurezza e controllo dei confini, comuni valori cristiani, cultura, bellezza, identità e libertà”. Per Salvini è necessaria “una visione alternativa all’Europa della finanza e della burocrazia, che rimetta al centro i cittadini”.

Quello dei tre leader è un progetto che è stato promosso per coinvolgere altri leader politici e di governo, ma anche del mondo della cultura, delle professioni e dell’impresa, con l’ambizione di diventare il primo gruppo al Parlamento europeo e per ricordare all’Europa le sue radici giudaiche-cristiane, la difesa dei suoi confini, per abbattere il predominio ideologico della sinistra ben radicato nell’Unione europea che mette in discussione valori e diritti quali la famiglia, l’identità, la cultura, la salute, la vita e il lavoro.

I tre leader, pertanto, si propongono come una valida alternativa alle ideologie di sinistra che minacciano le radici europee, ribadendo soprattutto il concetto delle libertà per abolire ogni forma di ricatto per le scelte nazionali. Il leader della Lega, prendendo spunto dalla Dichiarazione d’indipendenza americana, ha anche parlato del diritto alla felicità come segnale di speranza per costruire qualcosa di più bello e di duraturo.

 

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