Un neonato abortito “si ribella” al suo omicidio nel grembo materno e ci parla di etica…


UN’INTERPRETAZIONE ANTROPOLOGICA E SOCIOLOGICA DELL’HOMO SAPIENS SU ALCUNE TEMATICHE ETICHE DI STRETTA ATTUALITÀ

Di Angelica La Rosa

Da grande farò il pedofilo, il boia e l’impiccato, il poliziotto postale, l’ergastolano e l’assistente sociale e il chierichetto sostituendomi a Dio che mi ha creato per errore senza scopo di lucro“.

E’ questo l’iperbolico titolo dell’ultimo libro, il ventiduesimo, della prolifica scrittrice Barbara Appiano.

La Appiano traccia un’interpretazione antropologica e sociologica dell’homo sapiens su alcune tematiche etiche di stretta attualità, come l’eugentica, l’eutanasia, l’utero in affitto e il nuovo “presunto ordine mondiale”.

La scrittrice piemontese ha dedicato il libro al giudice Rosario Angelo Livatino, vittima dalla Stidda, organizzazione mafiosa contrapposta a Cosa Nostra Siciliana, e al piccolo Giuseppe Di Matteo, bimbo strangolato e sciolto nell’acido perché figlio di un collaboratore di giustizia.

L’io narrante di “Io farò” (non ce ne voglia l’autrice se citiamo il libro con le prime parole del lunghissimo titolo) è un neonato abortito, quindi mai nato, che si ribella al suo omicidio nel grembo materno e decide di rinascere parlando di noi, della scienza, della fede, della pena capitale, della pedofilia.

Nella narrazione della Appiano il bimbo mai nato diventa il portavoce della nostra coscienza, l’indicatore della giusta strada, che non è quella perseguita dall’odierna scienza, “sempre più propensa a scardinare Dio dal trono, per porsi lei al comando dell’umanità e non facendolo nel nome della democrazia, casomai della dittatura camuffata da democrazia” (così ha scritto nella prefazione del libro il direttore de “Il Corriere dello Spettacolo” Stefano Duranti Poccetti).

“L’uomo è nato libero e dappertutto si trova in prigione”, recita la pungente e significativa massima che sintetizza il contenuto di quest’ultima fatica letteraria di Barbara Appiano, un’opera attraverso la quale offre la sua visione sul mondo, un mondo lontano dall’attuale che sfrutta e mercifica Dio e pone il Creatore al servizio della scienza.

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Proprio sull’aborto il 17 aprile c’è stato un interessante intervento dell’Avv. Pietro Guerini, Presidente nazionale Comitato NO194 e dell’omonima associazione.

Questo il video intervento:


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