Ecco chi è il nuovo inviato speciale dell’UE per la difesa della libertà religiosa fuori dall’Europa


E la libertà religiosa all’interno dell’Europa?

Di Matteo Orlando

La Commissione europea ha nominato Christos Stylianides, ex Commissario europeo per gli aiuti umanitari, inviato speciale per la promozione della libertà di religione e di credo al di fuori dell’Unione europea.

Stylianides, un cittadino cipriota, riferirà al Vicepresidente Margaritis Schinas, che guida il dialogo della Commissione Europea con le chiese e le associazioni o comunità religiose e con le organizzazioni filosofiche e aconfessionali.

Lo scopo del nuovo inviato sarà quello di affrontare la sfida della libertà religiosa che è “sotto attacco in molte parti del mondo” , ha affermato la Commissione Europea in un comunicato.

La nomina “dimostra l’impegno di Bruxelles per affrontare questa sfida e garantire il rispetto dei diritti di tutte le fedi e credenze”, si dice sempre nel comunicato.

La Commissione Europea ha ricordato che, in qualità di ex Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi dal 2014 al 2019, Stylianides “ha ripetutamente dimostrato il suo impegno per i diritti umani e la libertà di religione o credo”.

Ciò che la Commissione non dice, ma sta accadendo, è che proprio all’interno dell’Unione Europea la libertà religiosa viene attaccata in alcuni paesi.

La Finlandia, ad esempio, ha messo sotto accusa penale un deputato e un vescovo eletto luterano per il “crimine” di aver detto cosa dice la Bibbia sulla famiglia naturale e sull’omosessualità.

Non parliamo, poi, del recente arresto di un pastore protestante in Gran Bretagna per aver predicato per strada sullo stesso argomento, visto che il Regno Unito adesso è fuori dall’Unione Europea.

Sono stati e sono ancora significativi anche gli attacchi alla libertà di culto durante la pandemia di Covid-19.

Adesso l’inviato speciale dell’UE si impegnerà in un dialogo con le autorità nazionali e altre parti interessate nei paesi che subiscono discriminazioni sulla base della religione o del credo, soosterrà i processi di dialogo interculturale e interreligioso, compresa la promozione dei contatti tra rappresentanti di diverse religioni e il lancio di iniziative congiunte. Inoltre adotterà misure per combattere la radicalizzazione e la prevenzione dell’estremismo basato sulla religione o sul credo nei paesi terzi. Infatti, in collaborazione con le autorità di quei paesi, promuoverà la diversità religiosa e la tolleranza all’interno di programmi e programmi educativi.

La verità, tuttavia, è che questa libertà religiosa è in pericolo all’interno dell’Europa stessa, e servirebbe un commissario ad hoc per questo problema…


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