Mamma e papà non sono più accettati dal mainstream…

Mamma e papà non sono più accettati dal mainstream…

QUALI ALTRE MOSSE STUDIERANNO PD E 5 STELLE PER CONTINUARE NELL’INDOTTRINAMENTO GENDER?

A cura di Matteo Orlando

Oggi comincio le pillole di controinformazione citandovi il ddl Zan, tema al quale abbiamo dedicato diversi articoli questa settimana su Informazione Cattolica.

Come scrive Emanuela Maccarrone con PD e 5Stelle l’indottrinamento ‘gender fluid‘ approderà nelle scuole laziali. Almeno questo sembra l’andazzo generale. E dopo il passo falso della diffusione di un documento che è stato proposto come avallato dall’Ospedale San Camillo e, invece, non era così, quali altre mosse lgbt studieranno Nicola Zingaretti e compagni Pd e 5 Stelle?

Di sicuro anche loro, come scrive Maria Bigazzi, continueranno il gioco del politically correct e delle parole proibite, quelle parole, come mamma e papà, che non sono più accettate dal mainstream. E sempre la Bigazzi scrive che “Omofobia” è una parola fuorviante che serve a far passare ideologie e teorie pericolose.

In uno splendido articolo l’avvocato Dalila Di Dio ci ha ricordato la vocazione censoria e liberticida dei progressisti italici, e ci ha descritto il protocollo di distruzione che si articola in quattro fasi. Mentre Pietro Licciardi ci ha ricordato che la fine dei totalitarismi non ha coinciso con la fine delle ideologie, oggi prolifiche più che mai. E per poterle contrastare occorre evitare le trappole di un falso dialogo.

Sempre a proposito di ddl Zan il costituzionalista Daniele Trabucco, in due suoi articoli ci ha ricordato che esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende a negare, ma senza riuscirci. Infatti il gender ritiene naturale quello che attiene alla sfera degli appetiti umani i quali, spesso, deviano dal fine della natura umana. Ed ancora, scrive Trabucco, si gridi non per correggere ma per abrogare le inique leggi contro Dio e l’uomo, ed ogni vago riferimento al Presidente della CEI è puramente voluto! Anche suor Anna Monia Alfieri ha spiega la pericolosità del ddl Zan e della sua natura di legge liberticida. Matteo Castagna  ci ha ricordato che il ddl Zan vuole imporre i desideri di pochi, desideri peraltro contrari al diritto naturale.

Intanto, ha scritto Angelica La Rosa, mentre un vescovo austriaco coraggioso ha spiegato che l’uso delle bandiere arcobaleno nelle chiese “è opera di Satana”, perché cercano di manipolare Dio, dall’altro lato la Kellogg’s ha ceduto all’ideologia gender ed ha lanciato i cereali «pride».

Sempre a proposito dell’ideologia gender, in un’intervista concessa a Bruno Volpe l’avvocato Gianfranco Amato ci ha ricordato che “credersi donna o uomo a seconda del capriccio di giornata è inaccettabile” e sul ddl Zan ha invitato i movimenti cattolici, gli intellettuali e i giornali cattolici a mobilitarsi.

A proposito della manifestazione contro il ddl Zan che si è tenuta a Milano e alla quale ha partecipato anche Matteo Salvini, il nostro Gian Piero Bonfanti scrive: “abbiamo visto giornalisti pronti a montare video contro chi si oppone al Ddl Zan”. Tutto il contrario di quello che chiede Papa Francesco. Come ci ha ricordato Giuseppe Brienza, il pontefice, in occasione della 55ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali ha invitato i giornalisti a non limitarsi a leggere le veline dei poteri forti o quelle anestetiche del politicamente corretto.

Passando a qualche notizia di controinformazione dall’estero, Angelica La Rosa scrive che in Francia ogni mese mentre due moschee sono erette due chiese vengono distrutte. “Benvenuti in Francistan!”, si potrebbe dire, visto come procede l’islamizzazione. A Londra, invece, c’è stata un’altra vittima della “cultura della morte”, come scrive Maria Bigazzi, la piccola Pippa Knight. Giuseppe Brienza ci ha fatto conoscere Miroslav Škoro, un outsider cattolico che in Croazia ha sfidato i poteri forti.

Relativamente a tre notizie che riguardano la Chiesa, a 14 mesi dall’inizio della cattività sanitaria chi salverà la chiesa riformata dell’era Covid?, si è chiesto Pietro Licciardi, parlando anche, in un altro articolo, di una liturgia “ostaggio” di chi vuole una chiesa ambulatorio e non luogo di salvezza delle anime. Mentre, ha scritto Umberto Spiniello, c’è l’urgenza di una adeguata preparazione al ruolo del catechista.

Ricordando Franco Battiato, Diego Torre ci ha spiegato che la sua ricerca spirituale era destinata al fallimento perché era basata sull’esperienza soggettiva e non su verità oggettive, un po’ come il ddl Zan.

Infine tre notizie che riguardano la famiglia. Intanto Maria Luisa Donatiello ci ricorda che il mondo pro-life unito è pronto a risvegliare le coscienze contro l’aborto, riferendosi alla MARCIA PER LA VITA che si terrà oggi, 22 maggio, a Roma.

La seconda notizia non è positiva, purtroppo. Cominciano ad emergere i cambiamenti (in negativo) delle abitudini degli italiani dovute all’epidemia da Covid e alla continua infodemia: c’è un incremento del 250% dell’utilizzo di alcolici in casa, mentre un italiano su cinque ha utilizzato psicofarmaci negli ultimi 12 mesi.

Una proposta costruttiva, invece, ce l’ha fornita il nostro Giuseppe Brienza, che ci ha parlato di una equa retribuzione del lavoro, anche quello domestico. Infatti, oggi spesso la donna lavora per la pubblica amministrazione o nel privato, percependo uno stipendio pari a quello del marito o convivente. tale condizione consente alla lavoratrice non solo di rendersi indipendente dal punto di vista economico, ma anche di perseguire una carriera professionale che non è più prerogativa esclusiva dei “maschi”. nonostante ciò, in Italia troviamo ancora una larga fetta di mogli e/o madri che, d’accordo con il proprio coniuge, preferisce dedicarsi esclusivamente alla casa, all’assistenza dei propri cari e, quando ci sono, ai figli. tale inestimabile attività, una vera e propria “missione”, per quanto non riducibile ad aspetti quantitativi, dovrebbe però almeno avere un riconoscimento economico-previdenziale.

 

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