Attivisti di sinistra contestano processione cattolica a Parigi

Attivisti di sinistra contestano processione cattolica a Parigi

RICORDAVA L’ARCIVESCOVO E I SACERDOTI ASSASSINATI 150 ANNI FA DURANTE LA COMUNE DI PARIGI

Di Angelica La Rosa

“Cattolici presi a pugni e sassate durante una processione. No, non è accaduto in Africa o in Pakistan, ma nella cattolicissima Francia. L’odio anticristiano attraversa la storia dell’umanità da 2000 anni, e il secolo scorso ha avuto il maggior numero di martiri di sempre, ma fa davvero impressione vedere queste scene in Europa. L’oscurità avanza verso occidente. Sapremo fermarla?”, ha scritto il senatore della Lega Simone Pillon.

A cosa si riferisce il Parlamentare?

Attivisti di sinistra hanno contestato una processione cattolica nella capitale francese che ricordava l’arcivescovo e i sacerdoti assassinati 150 anni fa durante la Comune di Parigi, un’insurrezione rivoluzionaria avvenuta nel 1871.

La Comune di Parigi è la forma di organizzazione autogestionaria che assunse la città di Parigi dal 18 marzo al 28 maggio 1871. È considerata la prima grande esperienza di autogoverno di stampo socialista libertario della storia contemporanea.

A seguito delle sconfitte militari sofferte dalla Francia nella guerra franco-prussiana contro la Prussia, il 4 settembre 1870 la popolazione di Parigi impose la proclamazione della Repubblica, contando di ottenere riforme sociali e la prosecuzione della guerra. Quando il governo provvisorio deluse le sue aspettative e l’Assemblea nazionale, eletta l’8 febbraio 1871, impose la pace e minacciò il ritorno della monarchia, il 18 marzo 1871 Parigi insorse, cacciando il governo Thiers, che aveva tentato di disarmare la città, e il 26 marzo elesse direttamente il governo cittadino, sopprimendo l’istituto parlamentare. La Comune, che adottò a proprio simbolo la bandiera rossa, eliminò l’esercito permanente e armò i cittadini, stabilì l’istruzione laica e gratuita, rese elettivi e revocabili i magistrati e tutti i funzionari, retribuì i funzionari pubblici e i membri del Consiglio della Comune con salari prossimi a quelli operai, favorì le associazioni dei lavoratori e iniziò l’epurazione degli oppositori, quali i cittadini fedeli al Governo legittimo e i rappresentanti religiosi.

Inoltre, la Comune promulgò una serie di decreti rivoluzionari, come l’autogestione delle fabbriche abbandonate dai proprietari, la creazione di asili nido per i figli degli operai, l’obbligo per le chiese di ospitare le assemblee sociali, la remissione degli affitti non pagati e l’abolizione degli interessi sui debiti.

L’opera della Comune fu interrotta dalla reazione del governo e dell’Assemblea nazionale, stabiliti a Versailles. Iniziati i combattimenti nei primi giorni di aprile, l’esercito comandato da Mac-Mahon pose fine all’esperienza della Comune, entrando a Parigi il 21 maggio e massacrando in una settimana almeno 20.000 parigini compromessi con la rivolta durante la cosiddetta semaine sanglante, settimana sanguinosa. Seguirono decine di migliaia di condanne e di deportazioni, mentre migliaia di parigini fuggirono all’estero.

Intanto i socialisti della Comune, con un decreto del 6 aprile, avevano permesso di arrestare tutti coloro che erano sospettati d’essere controrivoluzionari e, se ritenuti colpevoli, sarebbero stati considerati “ostaggi del popolo di Parigi”. Nel decreto si stabili che per ogni membro della Comune fatto giustiziare dal governo e dall’Assemblea nazionale stabilitisi a Versailles, sarebbero stati fucilati per rappresaglia tre contro-rivoluzionari.

Così, il 23 maggio, i rivoluzionari spararono a quattro ostaggi, tra cui l’avvocato e giornalista Gustave Chaudey. Il 24 maggio a sei occupanti del carcere di Roquette, cioè l’arcivescovo di Parigi, mons. Georges Darboy, il presidente del comitato d’appello, Louis Bernard Bonjean, l’abate Gaspard Deguerry e altri tre gesuiti. Il 25 maggio uccisero cinque domenicani e otto civili. Il 26 maggio uccisero 50 ostaggi per le strade di Haxo, 36 gendarmi, 10 religiosi, 4 civili e, infine, l’arcidiacono di Notre Dame, monsignor Sunat.

Ma ricordare quei fatti oggi a Parigi è diventato rischioso. Vedere il video che segue per credere!

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