La più antica civiltà cristiana della storia rischia di scomparire per sempre


IN ARMENIA DIVERSE CHIESE E MONASTERI SONO GIÀ STATE RASE AL SUOLO…

Di Umberto Spiniello

Il ministero della Difesa armeno ha annunciato, attraverso un comunicato ufficiale, che sei militari sono stati arrestati e catturati nella regione di Gegharkunik, al confine con l’Azerbaigian: «Questa mattina i militari delle forze armate azere hanno circondato e catturato sei militari armeni che stavano eseguendo dei lavori di ingegneria (…) nella sezione di confine della regione di Gegharkunik. In questo momento sono in corso tutti gli sforzi necessari per ottenere la liberazione dei militari. Il ministero della Difesa azero ha detto che i sei militari sono stati arrestati dopo il loro tentativo di attraversare il confine».

I sei soldati rapiti dall’Azerbaigian si trovavano in una zona al confine con la provincia di Kalbajar, territorio che le forze armene avrebbero dovuto abbandonare entro il 15 novembre, in base agli accordi stipulati.

Nella provincia di Gegharkunik territorio adiacente alla cittadina Kalbajar (della repubblica dell’Artsakh), già a inizio maggio, l’esercito azero è sconfinato per 3,5 chilometri in territorio armeno, e solo il pronto intervento diplomatico di Erevan «ha impedito all’Azerbaigian di occupare quella parte di Armenia. Nella stessa area in uno scambio a fuoco lungo il confine è morto un soldato armeno».

Risulta evidente che nonostante la fine della guerra, l’Azerbaigian non sembra intenzionato a fermarsi nella sua operazione di occupazione e non mancano segnali inquietanti. Ma in realtà l’aspetto più preoccupante di questa operazione mal celata dai militari dell’Azerbaigian risulta essere la sistematica distruzione del patrimonio culturale e religioso armeno nei territori riconquistati. Diverse chiese e monasteri sono già state rase al suolo. L’Armenia è un paese a maggioranza cristiana (il 93% della popolazione). La Chiesa armena vanta una tradizione antichissima, che risale al III secolo d.C. Inoltre l’Armenia è considerata la prima nazione al mondo ad aver adottato il cristianesimo come religione ufficiale. In pratica l’Azerbaigian sta tentando di cancellare le più antiche testimonianze archeologiche e culturali della civiltà cristiana.

E non basta, l’Armenia ha rilasciato tutti i prigionieri azeri come previsto dagli accordi, ma il regime islamico non ha fatto lo stesso e secondo alcune organizzazioni per i diritti umani sarebbero torturati nelle carceri azere. Tre settimane fa, il Parlamento europeo ha intimato a Baku (capitale dell’Azerbaigian) di restituire tutti i prigionieri di guerra armeni. Secondo l’Europarlamento, almeno 245 sarebbero ancora prigioniere.

Tuttavia l’onta più oscura dell’Azerbaigian è rappresentata dall’accusa di aver rapito e ucciso brutalmente decine di civili armeni a guerra conclusa.

L’arresto dei sei militari rappresenta quindi l’ennesimo episodio controverso ed oscuro al confine meridionale fra Armenia e Azerbaigian. La situazione alla frontiera è certamente tesa,  l’Armenia  chiede da tempo l’immediato ritiro dei militari azerbaigiani entro il loro confine, ma le autorità di Baku sostengono che la frontiera in quell’area non sia pienamente delimitata pertanto ritengono di non  commettere alcuna violazione. Ma se la situazione non verrà presa in carico dalle autorità interazionali la più antica civiltà cristiana rischia di scomparire per sempre.

 


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