Ecco chi è San Paolino di Nola


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Protettore dei suonatori di campane, secondo la tradizione San Paolino di Nola è stato il primo ad usare le campane nella Chiesa. Infatti la parola campana deriva da Campania, la regione italiana dove il santo, festeggiato oggi, si attivò a favore dei poveri. Paolino nasce a Bordeaux (Francia) nel 355. Nobile e ricchissimo, figlio di un funzionario imperiale, studia, diventa avvocato e si avvia a una brillante carriera politica.

Governatore della Campania, Paolino viene amato per la sua saggezza e la sua umanità. Il governatore è legato soprattutto alla città di Nola (Napoli) dove possiede alcuni terreni e una chiesetta costruita sopra la tomba di San Felice, primo vescovo di Nola, venerato per i suoi tanti miracoli. Paolino conosce i futuri Santi Ambrogio (vescovo di Milano) e Agostino d’Ippona. Da queste amicizie nasce la conversione del potente e ricco governatore che si fa battezzare. Durante un viaggio in Spagna conosce e sposa la nobildonna Therasia e va a vivere a Barcellona. Dopo la morte del loro primo figlio neonato, i due sposi decidono di vendere le loro ingenti sostanze e di regalare tutto ai poveri. Il popolo di Barcellona lo acclama e Paolino viene ordinato sacerdote.

Anche Ambrogio lo chiama a Milano e lo vorrebbe accanto a sé, ma Paolino con sua moglie, che vivono in castità e con alcuni compagni, si rifugia a Nola, alla ricerca di meno clamore e di un contatto più autentico con Dio. Costruisce un monastero accanto al Santuario di San Felice con alcuni locali per accogliere i poveri, ai quali offre sostegno materiale e tanto amore. Paolino scrive anche poesie e bellissime lettere sull’amicizia, e coltiva l’orto. Viene, poi, nominato vescovo di Nola e durante il saccheggio dei Vandali, guidati da Genserico, difende il popolo vendendo tutto quello che può, per riscattare i prigionieri inviati come schiavi in Africa. Non ha più nulla quando una madre piangente lo implora di salvare il suo unico figliolo. Parte lui al posto del ragazzo, schiavo in Africa.

Paolino, però, riesce a liberare se stesso e gli altri prigionieri, facendo ritorno a Nola con una nave colma di grano. La folla lo accoglie festante come un eroe e gli va incontro donandogli gigli. Ancora oggi Nola, nel mese di giugno, festeggia il suo vescovo con la tradizionale “Festa dei gigli”. Paolino muore a Nola nel 431 e il suo corpo riposa nella cattedrale di questa città.

 

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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