La salute… obbligatoria, passaggio verso la dittatura sanitaria. O ti vaccini o sei out


SI VOGLIONO CONVERTIRE I MEDICI DI FAMIGLIA IN AGENTI DEL KGB CHE SEGNALANO I “DISSIDENTI”

Di Diego Torre

 

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Il ministro Speranza ha un sembiante gentile e cortese, un po’ timido e riservato.

In altri tempi sarebbe stato il genero ideale per tante mamme italiane. Peccato che sia saldamente ancorato a quelle radici di sinistra che periodicamente riemergono, visibili ed inquietanti. 

E’ di qualche giorno fa una sua dichiarazione, in conferenza stampa,  che voleva essere rassicurante in questo tempo in cui la pandemia innegabilmente …. scema.

«Nel nostro Paese è stato disposto l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per gli operatori sanitari e tutti coloro che hanno a che fare con le attività di cura e assistenza, e questo lo rivendichiamo come una scelta giusta fatta dal Governo. In questo momento non c’è una previsione di altro tipo sull’obbligatorietà e continuiamo a confidare che la campagna continuerà con grande energia e determinazione». 

Forse la presenza del premier Mario Draghi e del commissario all’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo (un generale accanto infonde sempre sicurezza, checchè ne dica qualcuno!) lo hanno incoraggiato a dire qualcosa in più di quanto programmato. Eh già; in questo momento; perché poi ..?… 

Vorremmo sommessamente ricordare al Ministro, a tutto il governo e a tutti gli smemorati che l’articolo 32 Costituzione recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.” E la legge non c’è. Ci rendiamo conto che l’hanno già pronta nel cassetto. Probabilmente la usciranno quando, finita la “caccia” per “stanare”  (questi sono ormai i vocaboli in uso) con lusinghe e pressioni chi non intende vaccinarsi, tenteranno di costringere, ope legis, gli ultimi mohicani a sottoporsi al rito del vaccino-messia. 

Nel frattempo i toni dei massmedia e degli “scienziati” si fanno sempre più minacciosi verso i renitenti al vaccino. I vaccinati guardano con aria sempre più altezzosa e scandalizzata quelli che vengono chiamati sprezzantemente no-vax.

Si vogliono convertire i medici di famiglia in agenti del KGB che segnalano i “dissidenti”. Insomma: sta iniziando la caccia alle streghe. Prima massemediatica e culturale; poi probabilmente legislativa.

Continuiamo allora (ma non più sommessamente)  a ricordare al ministro Speranza ed al mondo intero che i tempi di Stalin e del “paradiso dei lavoratori” che era l’Unione Sovietica sono passati da un pezzo. E se qualcuno ne ha nostalgia e sogna una bella (?) dittatura sanitaria, può sempre trasferirsi nella Corea del Nord o in Cina e coronerà il suo sogno.

Il ministro, nonostante il voto del senato dell’8 aprile 2021, che ha chiesto al Governo di modificare i protocolli ministeriali alla luce dell’esperienza sul campo dei medici di medicina generale maturata dal marzo 2020, continua intanto a non ricevere i medici fautori delle cure domiciliari. Eppure essi, pur non ostili al vaccino, registrano successi massicci nella cura del covid. I protocolli del suo ministero continuano invece  a prescrivere tachipirina e vigile attesa. Perché? 

Forse perché sarebbe evidente il fallimento della politica sanitaria seguita dall’inizio della pandemia? Forse perché la gente, assodata la presenza di semplici cure domiciliari rifiuterebbe un vaccino dagli esiti a lungo termine ancora sconosciuti? Non è dato sapere.

 


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