In Cina si traffica per fare partorire i maschi

In Cina si traffica per fare partorire i maschi

PUBBLICATO IN ANTEPRIMA UN ALLUCINANTE ESPERIMENTO CHE RIPORTA AL SOGNO MAGICO ESOTERICO DEGLI ANTICHI ALCHIMISTI: CREARE LA VITA SENZA DIO

Di Pietro Licciardi

 

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«Se Dio non esiste, allora tutto è lecito» dice Ivan nel bel romanzo di Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov. E in questo nostro mondo, divenuto non solo ateo ma in veloce regresso verso il paganesimo, veramente tutto sembra essere possibile. Anche condurre esperimenti su cavie, per il momento solo animali, per indurre una gravidanza in un corpo maschile.

Ci informa di questa nuova frontiera, o pazzia?, della scienza feministpost.it, sito di femministe radicali gender critical italiane, in rete con gruppi femministi radicali internazionali, che riferisce di un esperimento condotto in Cina – guarda caso ancora comunista – da Rongija Zhang e Yuhuan Liu i quali hanno preso un topo maschio e un topo femmina e li hanno attaccati chirurgicamente come gemelli siamesi per collegare i due sistemi circolatori così da usare la femmina per alimentare l’embrione innestato nel maschio preventivamente castrato e sul quale è stato trapiantato un utero.

Quale lo scopo di un tale esperimento, per il momento solo anticipato sul sito Biorxiv? Ovviamente costruire il futuro business destinato ai trans o a chiunque, dicono le femministe, «voglia vivere l’esperienza delle gravidanze per feticismo autoginefilo». Infatti a quanto pare per una parte del movimento trans gender e per chi vuole creare altre e nuove strutture familiari, la gravidanza maschile è una questione di diritti umani (sic!)

Inoltre, per non farsi mancare niente, assieme ai diritti umani per legittimare questo tipo di richieste si tira in ballo anche la “giustizia sociale” poiché si ritiene inaccettabile che a una persona la quale ha deciso per la transizione dal maschile al femminile, sottoponendosi a interventi plastici e chirurgici per adattare il proprio corpo, debba essere preclusa l’esperienza femminile della gestazione, del parto e della maternità.

Al di là dello sconcerto e dell’orrore che una simile notizia può suscitare in persone sane di mente e non ancora del tutto rimbambite dal bombardamento delle ideologie “politicamente corrette”, qui interessa soffermarsi su come Satana, al quale si deve senza ombra di dubbio l’ispirazione e la regia di simili derive etico-scientifiche, sia alquanto monotono nei suoi tentativi di corruzione.

Egli provocò infatti la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden promettendo loro che se avessero mangiato il frutto proibito sarebbero «diventati come Dio». Da allora l’umanità non ha mai cessato di strappare all’Onnipotente lo scettro della creazione manipolando la vita umana nel tentavo di generarla o prolungarla a piacimento, senza alcun intervento divino.

Già gli alchimisti in pieno Umanesimo, ovvero quando si stava cominciando a consumare il divorzio dell’uomo da Dio, vagheggiavano la creazione di un homunculus, ovvero di una creatura umana completamente sviluppata ricorrendo alla mescolanza magico-esoterica di diverse discipline, come la chimica, la fisica, l’astrologia o la metallurgia. La prima testimonianza di ciò nella letteratura alchemica risalirebbe al 1537 col De rerum natura del medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso

Da allora maghi e stregoni, alcuni dei quali hanno abbandonato cappe e cappelli a cono per indossare più comodi e rispettabili camici bianchi, non hanno mai abbandonato l’idea, divenuta sempre più popolare anche tra le “masse” man mano che avanzava il positivismo, e con esso l’ateismo e lo scetticismo religioso. Tutti infatti, grazie alla letteratura ottocentesca, hanno fatto la conoscenza con Frankenstein, frutto della penna di Mary Shelley, e con il Faust di Goethe.

L’Ottocento poi è stato il secolo in cui con le teorie darwiniste – per inciso mai scientificamente provate – si è definitivamente abbandonata l’idea di un Dio creatore, relegando la Bibbia e la Genesi al genere letterario fantasy.

E se Dio non c’entra perché non se ne può occupare l’uomo?

Così nel Novecento, secolo delle ideologie che pretendevano di mettere definitivamente al bando l’idea stessa di religione, abbiamo avuto – fin da prima che si aprissero i campi di sterminio – parecchi dottor Menghele che nella Germania  nazionalsocialista con il pretesto di preservare la razza ariana hanno posto le basi dell’attuale biogenetica, la quale oggi alimenta il fiorente mercato dell’inseminazione artificiale e dei concepimenti in provetta, anticamera per il coronamento dell’antico sogno alchemico e demoniaco.

In contemporanea nell’Unione sovietica innestavano Dna di scimmia nel Dna umano, un po’ per provare che l’uomo non è stato creato da Dio ma che è una evoluzione del babbuino e un po’ per creare un ibrido da usare come arma.

In questo ultimo ventennio infine abbiamo assistito alla nascita del “transumanesimo”, movimento ideologico materialista e antiumanista che, in nome della massimizzazione del «diritto alla felicità», dello scientismo, della biotecnologia ha per obiettivo il superamento fisico e mentale di ogni limite naturale dell’uomo e, nelle sue speranze, di giungere all’immortalità, ovviamente terrena.

Dopo tutto ciò che dire?

Speriamo che il buon Dio abbia con noi ancora un po’ di pazienza perché c’è da temere che da un momento all’altro – alla faccia di certo misericordismo spiritoconciliare – scateni la sua ira per farci finalmente capire, dopo una abbondante aspersione di moderno ed efficace Napalm, che senza di Lui contro di Lui non si combina niente di buono.

 

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