Se questi sono i diritti … i cristiani non possono riconoscersi in questa Unione Europea!

Se questi sono i diritti … i cristiani non possono riconoscersi in questa Unione Europea!

L’Europarlamento ha qualificato l’aborto come “diritto umano”…

Di Antonella Paniccia

Con l’approvazione della Risoluzione presentata dal deputato socialdemocratico croato Pedrag Fred Matic, con 378 voti a favore, 255 contrari  e 42 astenuti, l’Europarlamento ha qualificato l’aborto come “diritto umano”. 

Si compie così un ulteriore passo verso il baratro che, sempre più profondo, si scava sotto i piedi di un’umanità che pare ancor più confusa e incapace di discernere il bene dal male, e si avanza verso quella cultura della morte della quale, già nel 1995, aveva profetizzato il papa Giovanni Paolo II nella sua mirabile enciclica Evangelium Vitae che inizia così: “All’aurora della salvezza, è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia…” 

Bisognerebbe che tutti la leggessero, ora più che mai… Egli, con mirabile intuizione, aveva previsto tutto: aborto, selezione eugenetica, sperimentazione sugli embrioni, eutanasìa, crisi morale e manipolazione delle menti umane fino a far ritenere accettabile ciò che in realtà è delitto gravissimo. Non dimentichiamo, infatti, che già Il Concilio Vaticano II lo aveva definito «delitto abominevole» e tale resta, anche se ora lo proclamano diritto umano e poi, magari, lo acclameranno anche come un bene. Ma davvero nessuno si chiede cosa può esserci di “umano” nella decisione di fare a pezzi un piccolo e indifeso essere custodito nel ventre materno, nel luogo sacro dove dovrebbe essere invece protetto? Provate a prendere visione dei vari filmati in circolazione, se ancora non l’avete fatto!

 Ed ora, quindi, l’aborto sarà considerato un servizio medico “essenziale”, vale a dire come togliersi l’appendicite o farsi estirpare un tumore. Naturalmente, le relative cure e l’assistenza medica saranno pagate da tutti, anche da chi non vuole assolutamente collaborare, neanche remotamente, alla soppressione di un essere umano. Si realizza con precisione assoluta quanto scritto nell’Evangelium Vitae: ”… larghi strati dell’opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l’impunità, ma persino l’autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà ed anzi con l’intervento gratuito delle strutture sanitarie…” 

C’è da chiedersi cosa altro aspettarsi dopo tanta “grazia” da una società che da un lato concede il “diritto” di sopprimere un essere inerme e indifeso, un figlio, dall’altro garantisce il diritto di averlo ad ogni costo, pure comprando lo sperma di un donatore su catalogo o strappando il piccolo nel momento del suo affacciarsi alla vita, non appena spunta fuori dal grembo materno, secondo la pratica della gravidanza solidale (alias utero in affitto). 

Questa Risoluzione, considerata in linea con i “valori fondamentali dell’Unione Europea”, è stata sostenuta e votata dal gruppo socialista europeo,  dai centristi e liberali di “Renew Europe”, dai Verdi e dagli eurodeputati italiani appartenenti al Partito Democratico e al Movimento 5 stelle.

Scrive l’avvocato Giancarlo Cerrelli, titolare della cattedra di Diritto di famiglia all’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia:

Se allora “i valori fondamentali dell’Unione Europea”, sono questi, cioè quelli che afferiscono alla promozione del gender nelle scuole, al considerare l’aborto come un diritto umano, al promuovere l’utero in affitto, l’adozione gay, l’eutanasìa, il self Id, certamente non possiamo riconoscerci in questa Unione Europea che tradisce le radici cristiane su cui è fondata l’Europa, promuovendo, al contrario una cultura di morte e una cultura che tradisce l’umano.” 

“Chi salva una vita salva l’intera umanità” disse madre Teresa di Calcutta…

Un mio amico medico qualche tempo fa ebbe a dirmi che, il giorno in cui avessero imposto l’aborto ai medici in ospedale, egli sarebbe stato pronto a togliersi il camice ed a cambiare lavoro. Forse è proprio questo il tempo di rischiare anche il lavoro qualora possa servire a salvare vite umane, il tempo in cui nessuno desideri rispondere: “Sono forse io il guardiano di mio fratello?” perché ognuno sa che Dio stesso disse: «Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello» (Gn 9, 5). 

 

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