Vito Mancuso, Alberto Maggi ed Enzo Bianchi nuovi nemici del Papa


IGNORANZA O MALAFEDE? I MADORNALI ERRORI DI MAGGI E MANCUSO SULLA NATURA UMANA

Di Umberto Spiniello

La Chiesa in Italia alza la testa, fa sentire la sua voce, annuncia la Verità sull’uomo e sul senso della vita, indica una via per il mondo…ma il mondo non ci sta! Prosegue l’attacco a fuoco incrociato contro la Chiesa, il Vaticano e papa Francesco ma come sempre nella storia del cristianesimo i nemici peggiori sono quelli interni al corpo mistico di Cristo.

Accade così che dopo le critiche ricevute per anni dagli ambienti tradizionalisti, papa Francesco comincia a essere mal digerito anche dai progressisti e non solo da quelli interni alla curia, ma anche da quella intelighentia tutta made in Italy ai limiti dell’eresia.

Accade così che personaggi come Alberto Maggi detto il frate eretico, Enzo Bianchi il priore ecumenico e il bizzarro Vito Mancuso fautore di un becero deismo new age anticristiano, diventino improvvisamente i nuovi nemici di Bergoglio.

Dopo aver idolatrato il Papa attraverso storpiature delle sue dichiarazione pubbliche, i leader progressisti hanno poi diffuso una falsa immagine di un Papa che non è in comunione con la Curia e con la Tradizione della Chiesa cattolica. Ma l’erronea concezione che lo Spirito Santo possa abbandonare la Chiesa ha impattato con la realtà.

Ecco che nell’ultimo anno, una serie di pronunciamenti e documenti ufficiali, emanati dai vari dicasteri con il pieno avallo di papa Francesco, hanno ricordato al mondo che esiste un giudizio sulla storia dell’uomo e quel giudizio spetta a Dio. Che esiste una Legge superiore alle leggi umane e si chiama Decalogo. Ma «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?» ci ricorda il Vangelo di Giovanni e così coloro i quali lavoravano nell’ombra per affermare le proprie ideologie erronee e non la Verità di Cristo risorto, sono stati messi a nudo.

Non accettando con umiltà l’insegnamento del Vicario di Cristo hanno ritenuto opportuno unirsi al coro dei tradizionalisti che bollano papa Francesco come eretico. Ma le strampalate dichiarazioni di questi personaggi che trovano ampio spazio sui giornali italiani sono contraddette radicalmente dai fatti. Basta confrontare alcune di queste iraconde affermazioni con i pronunciamenti ufficiali della Chiesa.

Basta prendere in mano il Catechismo  per sgretolare le strampalate accuse di omofobia rivolte alla Chiesa, infatti al numero 2358 leggiamo: «[gli omosessuali] devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione».

Ma lo stesso Francesco, tratta esplicitamente l’argomento delle tendenze omosessuali, nella Laudato si’, enciclica spesso citata a sproposito per veicolare le ideologie ambientaliste, ma al n.155 leggiamo: «L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura, relazione indispensabile per poter creare un ambiente più dignitoso. Affermava Benedetto XVI che esiste una “ecologia dell’uomo” perché “anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere”.

In questa linea, bisogna riconoscere che il nostro corpo ci pone in una relazione diretta con l’ambiente e con gli altri esseri viventi. L’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati è essenziale per una vera ecologia umana. Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere sé stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé. In tal modo è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi reciprocamente. Pertanto, non è sano un atteggiamento che pretenda di cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa».

Anche in  Amoris Laetitia, troviamo un passaggio inequivocabile al n. 56: «Un’altra sfida emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata gender, che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo. È inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini. Non si deve ignorare che sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare. D’altra parte, la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie. Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso, siamo chiamati a custodire la nostra umanità, e ciò significa anzitutto accettarla e rispettarla come è stata creata». 

Dicevano i latini Contra factum non datur argumentum, affermare falsità, citare erroneamente il Vangelo o i documenti della Bibbia e modificare le frasi del Papa per avallare le proprie ideologie può far presa certamente sui semplici (o gli sprovveduti) ma non può in alcun modo cambiare la Verità sulla natura dell’uomo e sul suo destino eterno.


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A parte i Mancuso, Bianchi, Maggi e compagnia ereticheggiante, mi pare il colmo citare Amoris Laetitia come esempio di buon magistero, quando ancora i Dubia più che fondati di quattro eminenti Cardinali non hanno ricevuto risposta.
La verità è che Papa Francesco non ha questo gran bisogno di nemici.
Il più grande nemico di Papa Francesco è….. Papa Francesco!!!
Bruno PD