Il dovere di non dire menzogne nell’epoca della post-verità

Subscribe
Notificami
1 Commento
Oldest
Newest
Inline Feedbacks
View all comments

Esaustiva disamina. non condivido però le conclusioni cui l’Autrice è pervenuta, benchè siano in linea con l’attuale orientamento dottrinale della Chiesa.
Peraltro, dette conclusioni, si pongono in antitesi con la condivisibilissima osservazione iniziale laddove si assume che “Nonostante indubbia sia la dittatura del relativismo che pervade i grandi media e i poteri asserviti al politicamente corretto, il dovere di rispettare la verità rimane un imperativo essenziale non solo per il cristiano ma anche per l’uomo virtuoso o, almeno, di buona volontà.”
Non vi è chi non veda come, in caso di ricorso alla cosiddetta riserva mentale, l’agente mente spudoratamente. Si tratta di menzogna della peggior specie, aggravata dal metodo tanto ambiguo quanto doloso perchè destinato ad ingannare l’interlocutore mediante l’utilizzo di particolari arguzie, sotterfugi e finzioni cervellotiche architettate ad hoc e scientemente utilizzate al fine ultimo, appunto, di ingannare. Manca spazio