Nel mondo dilaga il caos ma non dimentichiamo che il Magnificat fece paura a Napoleone…


MA IN OGNI CIRCOSTANZA DIO SI AVVALE DI PERSONE SEMPLICI PER SMINUIRE QUELLI CHE IL MONDO CONSIDERA “GRANDI”

Di Emanuela Maccarrone

In un mondo che ha dimenticato Dio e che impone le propria visione della vita intimando ‘o sei così o sei tagliato fuori’, si assiste impotenti al dilagare opprimente del caos. Le illusioni imposte dalla globalizzazione e dal modernismo, dietro i quali si celano falsi ideali e, quindi, una falsa libertà, hanno reso l’umanità schiava della menzogna.

L’umanità si è lasciata incantare dalla falsa felicità mondana rinnegando la vera libertà che viene solo da Dio. Dio ama l’uomo con tutte le sue fragilità, perché noi esseri umani siamo limitati e nessun materialismo può cambiare questa certezza.

Il mondo ci vuole omologati, mentre il Padre Celeste ci ha creati liberi, unici e irripetibili! Il mondo ha sostituito Dio con la superbia umana, misera e fallibile, rifiutando la legge del Creatore che è perfetta. Molti hanno dimenticato che la legge divina rispetta la dignità dell’uomo e gli indica la via della vera libertà.

Nella storia dell’umanità Dio ha sempre smentito le false certezze umane. Il cardinale Comastri, durante la meditazione del rosario ha ribadito una verità che fa riflettere cioè che “il Magnificat fece paura a Napoleone Bonaparte. Non voleva sentire queste parole: ‘Dio rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili’. Eppure, anche per lui si cono compiute le parole del Magnificat”.

Quando Dio decide di mettere fine al male, si avvale di quegli uomini e di quelle donne che il mondo rifiuta o ritiene dei nulla, ma agli occhi del Padre celeste sono i migliori.

Sappiamo bene quante volte la Bibbia narra le gesta di questi “grandi in Dio”. Basta ricordare l’episodio di Mosè (Esodo 3-4). Dio ascolta il grido di sofferenza del suo popolo (gli ebrei erano schiavi degli egiziani) e si mostra a Mosè. Anch’egli israelita, riesce a scampare al genocidio dei primogeniti maschi ed è salvato e cresciuto dalla figlia del faraone. Quando prende coscienza della condizione di servitù dei suoi fratelli, rinnega lo sfarzo in cui è cresciuto ed è costretto a fuggire dall’Egitto. Per liberare il suo popolo, Dio non ha scelto un ‘grande della terra’ ma è apparso a Mosè, un semplice pastore. Inizialmente, l’uomo vede la sua piccolezza rispetto all’imponenza del faraone, ossia di un grande della terra. Mosè, infatti, risponde a Dio dicendogli: “ chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli israeliti dall’Egitto?”. In un secondo momento, l’uomo fa presente al Signore il suo limite fisico: “perdona Signore , io non sono un buon parlatore, non lo sono mai stato(…) ma sono impacciato di bocca e di lingua”. Mosè non sa parlare, ma Dio non guarda al suo limite e lo sceglie perché ha visto la grandezza del suo cuore. Il Signore ha cura di rassicurare Mosè nelle sue paure e gli dice: “Io sarò con te!”. Alla soggezione di Mosè per il suo difetto fisico, Dio gli ricorda la Sua potenza : “chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse Io, il Signore? Ora va’! Io sarò con la tua bocca (…). Con Dio e per mezzo di Dio, Mosè è stato capo del popolo eletto. Lui, semplice pastore impacciato di bocca, ha affrontato il faraone d’Egitto con la potenza di Dio diventando grande e più potente del faraone.

 


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