Sul suicidio assistito il ministro Speranza vuole esautorare il Parlamento?


GANDOLFINI (FAMILY DAY): “SPERANZA SMENTISCA L’INTENZIONE DI FORZARE SU SUICIDIO ASSISTITO NELLE ASL”

A cura di Angelica La Rosa

“Ancora una volta, l’ennesima, si sta provando a percorrere la strategia del ‘fatto compiuto’: in piena estate, periodo in cui l’attenzione è rivolta alla ricerca di un meritato riposo, si sta per prendere una decisione di portata storica nell’ordinamento del nostro Paese in tema di ‘fine vita’ – dichiara Massimo Gandolfini, presidente del Family Day.

“Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, dichiara a La Stampa l’intenzione di dare propria attuazione alla sentenza 242/19 della Corte Costituzionale sul suicidio assistito, esautorando completamente il Parlamento, come invece la Consulta richiede. Dobbiamo sgomberare il campo da qualsiasi interpretazione erronea o, peggio, strumentale: la Consulta non ha imposto nessun vincolo al Legislatore, esortando soltanto ad intervenire in tema con esigenze di disciplina ‘suscettibili di risposte differenziate’ – precisa Gandolfini – Pertanto, il Ministro non ha facoltà di intervenire, perché questa responsabilità spetta unicamente al Parlamento. Peraltro, trattandosi di un provvedimento che comporta la ‘morte volontaria medicalmente assistita’ e quindi coinvolgendo il ruolo delle Aziende Sanitarie Locali, il tutto deve passare per il vaglio della Conferenza Stato – Regioni.

“L’’iniziativa dichiarata dal Ministro – conclude Gandolfini – costituisce dunque un gravissimo strappo istituzionale. Chiediamo, quindi, il rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione e di conseguenza l’immediata smentita da parte del Ministro, con la dichiarazione esplicita di ritiro di un provvedimento evidentemente illecito ed illegittimo.


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