La grande avventura del prete Nicola


UN BEL PROFILO BIOGRAFICO DI DON NICOLA MAZZA

A cura di Angelica La Rosa

In una Verona sconvolta prima dall’esercito di Napoleone e poi dominata dagli Austriaci, il mercante di seta Luigi Mazza decide di abbandonare la città e di ritirarsi a Malcellise, oggi frazione nel comune di San Martino Buon Albergo (VR), dove ha comprato una villa. Da questo piccolo paese sulle colline il figlio maggiore, Nicola [1790-1865], divenuto prete, decide di chiedere al giovanissimo Luigi Dusi di venire con lui in città per studiare. Inizia così l’avventura che la passione per i giovani farà vivere a don Mazza e a tutti i veronesi.

In “La grande avventura del prete Nicola – Profilo biografico di don Nicola Mazza” di Lorenzo Gaiga (96 pagine con illustrazioni, Casa editrice Mazziana, 5 euro), il presbitero scaligero è ben presentato come uomo del suo tempo: insegnante in seminario, don Nicola Mazza è anche socio effettivo dell’Accademia cittadina di Agricoltura Commercio ed Arti; educatore esigente, che pretende sempre il massimo, è anche confessore ricercato, pieno di comprensione dinanzi ai fallimenti umani; uomo di Chiesa, rigoroso quando si tratta di stare alla disciplina, come nella discussa questione rosminiana o nella intricata questione del potere temporale dei Papi, è anche attivo, ripetutamente Consigliere comunale di Verona a metà Ottocento.

Attento alla sua città, inizia una missione africana per l’annuncio del Vangelo a quelle genti, perché pensa che siano educabili quando ancora vigeva il commercio degli schiavi e quando si stava progettando l’occupazione europea dell’Africa. Strettamente inserito nella storia del suo tempo, don Mazza si muove con una sua specifica originalità: come altri grandi educatori, si propone di servire la chiesa e la società con lo strumento dell’educazione, e precisamente dei più poveri e dei più intelligenti.

Proponendo una sua lettura delle ingiustizie sociali: diritto allo studio è l’intelligenza più che le possibilità economiche o la tradizione di famiglia. L’intelligenza è un dono e va promossa: dell’intelligenza ha bisogno la società, e chi viene in tal modo “promosso” deve a sua volta mettersi a disposizione della Chiesa e della società. Don Mazza può avere anche favorito “salti di classe”: ma non era nella sua intenzione, né nella logica del suo progetto.

Lorenzo Gaiga, missionario comboniano scomparso nel 2007, aiuta a percepire il reciproco richiamo dei vari aspetti del carisma mazziano, coniugato al femminile e al maschile, nella sua città e aperto all’Africa, tutto teso ad educare buoni preti ben preparati e laici ferrati nella loro professione e nella cultura, attento alla cultura umanistica come pure a quella scientifica o artistica. Profezia o utopia?


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