Le sardine, rispetto ai grillini (ormai in macerie), appaiono più incompetenti e meno motivati


IL MARCHIO TOSSICO DEL PD, TANTO DENIGRATO E SNOBBATO DAL MOVIMENTO ITTICO, È DIVENTATO UN SUCCULENTO TRAMPOLINO DI LANCIO PER GIOVANI ASPIRANTI, PRONTI A TUTTO PUR DI SEDERE SUI BANCHI DEL POTERE

Di Umberto Spiniello

Il capo sardina Mattina Sartori correrà per le comunali a Bologna, «è arrivato il momento di presidiare la politica anche dentro alle istituzioni. Perché c’è un tempo per arginare, un tempo per sorvegliare e un tempo per costruire». E così, per magia, il marchio tossico del Pd, tanto denigrato e snobbato dal movimento ittico è diventato un succulento trampolino di lancio per giovani aspiranti, pronti a tutto pur di sedere sui banchi del potere.

Certo un consiglio comunale non è certo una poltrona da parlamentare, ma risulta evidente che la nuova tattica del movimento anti-Salvini (la famosa fase 3) è quella di scendere in politica e candidarsi tutti, obbligatoriamente, a sinistra!

Di certo il leader Sartori, con questa mossa, crea non poco imbarazzo. Infatti la candidatura con il PD a Bologna sarà a sostegno di Matteo Lepore (praticamente una poltrona blindata) e c’è da chiedersi se a storcere più il naso siano le sardine vecchio stampo o i compagni democratici. La candidatura di Santori, peraltro, conferma il ruolo delle Sardine che sono state per circa due anni il braccio movimentista del Pd per delegittimare, in particolare in Emilia-Romagna, il centrodestra. L’esatto contrario del movimento spontaneo di giovani attivisti nato per fermare in modo disinteressato Salvini.

Ma oggi il nuovo nemico non è più Salvini, ma Matteo Renzi: «Il Pd si sta aprendo all’esterno sta alle forze esterne decidere da che parte tirarlo, di certo non da quella dei cavalli di troia di Renzi che hanno ampiamente inquinato gran parte del partito.» La perplessità che suscita il ruolo di Sartori nella politica attiva consiste nella estrema vacuità della sua visione gestionale della cosa pubblica, una visione che non può neanche definirsi ideologica (anche se le sardine si rispecchiano evidentemente nel progressismo più sfrenato), una visione politica fatta di sterili frasi ad effetto!

In questi anni abbiamo sentito sciorinare il portavoce del movimento slogan scontati, frasi buoniste, errori storici e ingenue proposte di cambiamento. In pratica il nulla. Se paragonati ad un altro movimento “popolare e giovanile” i grillini (ormai in macerie) le sardine appaiono addirittura come più incompetenti e meno motivati. Lo dimostrano le dichiarazioni di Sartori poco prima di annunciare la sua candidatura, dichiarazioni dove si vaneggia di un’adesione trasversale del popolo italiano alle sardine, mettendo insieme addirittura “comunisti e cattolici”:

“Ci giudicherete, ci accuserete di fragilità”, aggiunge mettendo le mani avanti, “ma siamo una grande casa politica che ospita giovani, anziani, comunisti, liberali, omosessuali, cattolici, da nord a sud, in Italia e nel mondo. Non ce la sentiamo di perdere questa possibilità di partecipazione. Non ce la sentiamo perché riteniamo che ci sia ancora bisogno di riempire quei vuoti lasciati dalla politica”. Parole surreali ma che suonano come una chiave di lettura del “sogno” di Sartori, tutti uniti a fare niente…

 


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