Lo Stato vuole farci sentire soli

Lo Stato vuole farci sentire soli

IL BISOGNO DI COMUNICARE AUMENTA IL NUMERO DI ORGANIZZAZIONI E COMUNITÀ DOVE CONFRONTARSI CON IL PROSSIMO

Di Gian Piero Bonfanti

Siamo giunti ora alla quasi totale manifestazione della “dittatura del pensiero unico”, ciò che veniva considerata sino a ieri una tesi immaginata da complottisti.

Chi ancora ha dubbi in merito è proprio perché non vuole vedere l’evidenza.

Abbiamo assistito al mercanteggiare delle grosse case farmaceutiche sul costo di questi “vaccini” ed abbiamo osservato come le politiche vaccinali si sono spostate da una marca di siero ad un’altra a seconda delle scorte di “vaccino” che sono state immagazzinate.

Probabilmente alla fine molte dosi andranno buttate per il dispiacere di qualcuno, il quale vedrà una leggera flessione nei suoi profitti faraonici.

Le notizie che sono trapelate in merito alla necessità di smaltire dosi industriali di “vaccini” lasciano intendere che la risposta che si aspettavano le case farmaceutiche e coloro che stanno coordinando la vaccinazione di massa è stata disattesa.

Le proiezioni prospettavano un numero maggiore di persone che sarebbero ricorse al siero magico.

Eppure nonostante le direttive di un militare di professione e la spinta mediatica, ci siamo ritrovati con scorte di “vaccino” non utilizzate.

In tutto questo bailame la propaganda e la mancanza di informazioni corrette hanno assunto un ruolo determinante.

Tutte le notizie sono state profuse senza contraddittorio, voci unificate di regime che non sono state messe in discussione.

Chi si discostava da questa uniformità di pensiero veniva catalogato come diffusore di fake news e veniva esposto al pubblico ludibrio.

Il popolo però ora si sta destando ed incomincia ad aumentare il numero di persone che si stanno organizzando con luoghi di ritrovo, con scuole parentali e comunità.

La necessità di fare rete, di non sentirsi soli e manipolati, anima lo spirito delle persone e li stimola a cercare qualcuno con cui condividere le stesse idee.

Si, perché nonostante si possa essere favorevoli o meno al “vaccino”, ciò che l’italiano non ama è l’obbligatorietà e la coercizione a discapito della propria libertà.

Le restrizioni che vogliono imporre, o che comunque sono il reale obbiettivo di questa dittatura sanitaria rievocano tempi passati, anche non troppo lontani.

L’introduzione ieri dell’app immuni, oggi del green pass e domani probabilmente del micro chip, ci fanno sprofondare in una realtà tanto paradossale da essere definita distopica, al pari di un romanzo di Aldous Huxley o di George Orwell.

Ciò che stupisce è anche la posizione marginale che la Chiesa ha assunto in tutta questa vicenda.

Una grande opportunità in questo contesto era la possibilità di salvare le anime, cercando di essere nel mondo vicino alle persone, ma senza essere del mondo, fagocitata cioè da un sistema legato solo ad una visione terrena, povera, atea.

Purtroppo ci troviamo a constatare che la priorità anche in ambiente ecclesiale è divenuta la salvezza del corpo e tutto deve essere ordinato e coordinato dalle linee guida di persone che tutelano gli interessi materiali del mondo.

Una vera disfatta dal punto di vista etico e morale, ma, come sappiamo, dalle ceneri può nascere un buon raccolto.

Restiamo informati, continuiamo a formare reti, alimentare la cultura e restiamo vicini a quei pochi impavidi paladini della verità che, esponendosi in prima persona e mettendosi in posizioni rischiose, cercano con tutte le forze di sfondare il muro fortificato di censura.

Come ci insegna l’esortazione benedettina “Ora et labora et lege et noli contristari” (prega e lavora e studia e non farti prendere dallo sconforto).

I tempi sono duri, probabilmente andremo incontro a periodi ancora più bui. Ciò che non dobbiamo perdere però è la speranza. Affidiamoci al Signore e facciamo le nostre scelte, in fondo nella vita c’è sempre una scelta da fare.

 

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