Se sbagliano i farisei sbagliano pure quelli che non si convertono


FESTA DI SAN MATTEO APOSTOLO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Matteo era un esattore delle tasse, in Cafarnao. Anche lui sentì parlare di Gesù, ma non immaginava che l’avrebbe chiamato alla sua sequela. “Seguimi!”, gi disse Gesù, mentre era al banco. Ed egli si alzò e lo seguì, divenendo uno dei Dodici e il primo a scrivere i fatti descritti nel suo Vangelo. Testimone di Cristo, lo predicò ai giudei, facendo vedere che in Lui si compiono le profezie dell’Antico Testamento. Poi si recò in Etiopia, dove morì martire.

San Paolo dice che è il Signore che assegna compiti e missioni: “A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri” (Ef 4,7.11), per edificare l’unico Corpo di Cristo fino alla sua pienezza, mantenedo l’unità: “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti” (vv.5-6). I veri cristiani adempiono il loro compito “con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità… nell’amore” (v.2).

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questo non significa: “Restate nel peccato”, come oggi tanti interpretano. Sarebbe come dire agli infermi: “Restate malati!”. No. Se sbagliano i farisei, sbagliano pure quelli che non si convertono.


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