Fra Leonardo Civitavecchia: “La musica, quella vera, ci salverà!”


COINVOLTO IN DUE STRAORDINARIE EDIZIONI DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE “IL MONDO CANTA MARIA” (LOURDES 2008 E SANTUARIO DI TA PINU A MALTA 2017), IL FRANCESCANO FRA LEONARDO CIVITAVECCHIA PROPONE DA OLTRE VENT’ANNI MUSICA CRISTIANA RIVOLTA AL CIELO MA CAPACE ANCHE DI FAR AMMIRARE E CONTEMPLARE LE MERAVIGLIE DEL CREATO

Di Giuseppe Brienza

Il sacerdote francescano fra Leonardo Civitavecchia, nato a San Severo (Foggia) nel 1972, è tra i più apprezzati autori contemporanei di musica cristiana in Italia. Ha all’attivo otto album, con brani capaci di trasformarsi in strumenti coinvolgenti di comunicazione e di evangelizzazione soprattutto per i giovani.

Negli ultimi vent’anni fra Leonardo è stato invitato a molti concerti, meeting e concorsi di musica cristiana anche internazionali. Fra questi ultimi ricordiamo il Festival di musica cristiana “il mondo canta Maria”, al quale ha partecipato nel 2008 nella tappa organizzata nella Basilica di Lourdes e nel 2017 nel Santuario Maltese di Ta pinu dell’Isola di Gozo.

Il suo esordio data nel lontano 1991, quando esordisce per la prima volta nel campo della musica religiosa come cantautore di una raccolta intitolata “fra Leonardo canta fra Diego Oddi”. Il suo secondo lavoro esce in occasione del Grande Giubileo del 2000, anno della sua Ordinazione Sacerdotale. Si tratta di una nuova raccolta di dieci brani dal titolo “…per dire Grazie”.

Nel 2003 dedica a san Giovanni Paolo II il suo terzo lavoro, “Nuovi con Te”, a conferma della sua costante crescita spirituale e artistica. Del 2004 è invece “Il suono della Parola”…cantare con i Salmi e, nel 2010, esce con “Laudato sie mi Signore”, raccolta di nove nuovi brani ispirati alla vita di san Francesco d’Assisi e al Cantico delle Creature.

Il 2015 segna l’uscita del 6° lavoro di Fra Leonardo, “È Te che cerco Signore”, una raccolta che ha come filo conduttore l’Amore autentico che nostro Signore nutre ogni istante per ciascuno di noi. Nel dicembre del 2018 pubblica Merry Christmas… Note di Natale, nel quale interpreta dieci grandi classici della tradizione natalizia.

Del 2019 è il suo ultimo CD, Guarda il Cielo, che è un invito ad alzare lo sguardo verso Dio avendo anche occhi nuovi per ammirare le meraviglie del creato.

Abbiamo rivolto a Fra Leonardo alcune domande per i lettori di inFormazione Cattolica.

Puoi presentarci brevemente il tuo percorso artistico e musicale?

È una bella occasione per dire che la Vita è un grande dono di Dio, non va mai sprecata, e va vissuta con passione e amore. Sono Francescano e Presbitero, e grazie alla musica e alla predicazione ho avuto il privilegio di girare il mondo. La musica, in particolare, mi ha cambiato la vita. Mi ha permesso di passare dal Vangelo alla Vita e dalla Vita al Vangelo. Un giornalista mi ha addirittura definito – a suon buon cuore – “una sorta di profeta del sorriso e dell’Abbraccio”. Sorriso e Abbraccio negati a molti in questo anno pandemico, ma con l’aiuto della fede e della musica possiamo/dobbiamo riprendere in questo tempo di rinascita che è davanti a noi.

C’è una tua canzone o album che in particolare vorresti ricordare e segnalare ai nostri lettori?

Direi il mio ultimo e ottavo lavoro musicale “Guarda il cielo” pubblicato due anni fa (2019). L’esperienza sofferta della pandemia ha minato il nostro legame sociale, generando paura e angoscia. Ma dall’incontro con la sofferenza e vulnerabilità possiamo rinascere e finalmente guardare il cielo. Così Renzo Allegri nella introduzione al disco: “Il Cielo è l’abbraccio che ci avvolge di notte, quando il buio ingigantisce le paure. È così. Di notte, quando capita di restare svegli, i problemi sembrano enormi, sembrano massi immani in bilico precario, pronti a caderci addosso. Il Cielo allora invita alla preghiera. E pregando, ogni cosa si fa sottile. Di notte, quando ci sono pochi rumori e il cuore agitato delle persone riposa, le preghiere impiegano meno tempo a raggiungere il Cielo. Di notte, la porta lassù è aperta e le parole, non c’è bisogno di ripeterle perché si sentono benissimo”.

Cosa puoi dirci a proposito della promozione della musica cristiana nel nostro Paese?

Non ho mai voluto intraprendere vie che mi portassero al business. E di occasioni ne ho avute tante. Anche una proposta a Sanremo. Per me la musica cristiana non può essere questione di affari, di commercio. Il mio miglior “manager” è Gesù Cristo. E ti assicuro una cosa: con Gesù ho avuto le più belle soddisfazioni, anche in campo artistico-musicale.

Hai conosciuto e, nel caso, hai tratto ispirazione in qualche aspetto della tua musica dall’opera del cantautore cristiano Roberto Bignoli (1956-2018)?

Ho avuto la grazia di crescere sia umanamente che artisticamente sotto l’attenta amicizia del grande Roberto per più di 25 anni. Senza di Lui non sarei oggi qui a parlare di musica e della mia vita. Roberto è per me – ancora oggi – un maestro, una guida, e so per certo che lui, insieme alla mia cara mamma scomparsa da qualche mese, mi guida dal cielo nel sentiero della vita. Non posso non ricordare i tanti concerti fatti con Bignoli, in particolare a Lourdes e Malta. Ma soprattutto i molteplici consigli che custodirò gelosamente nel mio cuore. Grazie a Lui la musica cristiana in Italia ha preso il volo.

Cosa pensi e cosa puoi testimoniarci del tuo coinvolgimento nell’ambito del Festival Internazionale “Il mondo canta Maria”?

Il mondo canta Maria è stata una grande occasione per me, con l’unico desiderio di essere testimoni dell’Amore di Cristo e di Maria. Il lavorare con gli altri è sempre grande intelligenza e ricchezza. Ne sono convinto. L’individualismo porta alla sterilità e ci allontana dagli altri. Ho imparato molto… Non solo capacità tecniche e risorse umane, ma soprattutto a condividere e a testimoniare la fede. Camminare con gli altri è sempre meglio che camminare da soli. Soprattutto quando si cammina con persone sagge e dal cuore grande.

Vedi realistica, prima della fine dell’anno, una ripresa ed un prossimo grande concerto “collettivo” di musica cristiana?

Nel mio piccolo ho già ricominciato a fare concerti. Rispettando le regole sono convinto che torneremo a cantare assieme.

Conosci degli artisti non cattolici e, soprattutto, appartenenti al mondo “protestante-evangelico”, che sono in grado secondo te di proporre buona musica dell’anima?

Assolutamente sì. L’esperienza della Christian music negli Stati Uniti – e non solo – è utilizzata a fini di evangelizzazione, per l’anima. Ne ho conosciuti molti appartenenti al mondo Evangelico-Protestante. Ovviamente loro – a differenza nostra – hanno una grande organizzazione. Se in Italia sono stati fatti passi in avanti lo dobbiamo a due grandi amici: Giuseppe Cionfoli e Roberto Bignoli. Quante volte Roberto ci ha invitato ad essere non solo professionisti ma anche professionali. E comunque con gli artisti non cattolici ci accomuna un solo background: diffondere grandi valori e la gioia della nostra fede. È quello che ho cercato di fare in questi 30 anni di musica. «Felici coloro che hanno la musica nel cuore e il sorriso sulle labbra», affermava il grande compositore austriaco Franz Schubert. Senza dubbio la musica cristiana è comunione, è preghiera, è gioia: in poche parole ci aiuta ad avvicinarci a Dio. La musica, quella vera, ci salverà!


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