Frati Minori, Conventuali e Cappuccini trovano in lui uno stile di vita evangelico


FESTA DI S. FRANCESCO D’ASSISI, PATRONO D’ITALIA (1182-1226)

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Convertitosi a Cristo, Francesco d’Assisi prese il Vangelo alla lettera, rinunziò all’eredità paterna e sposò “Madonna povertà”. A San Damiano sentì il Crocifisso dirgli: “Francesco, va’ e ripara la mia casa, che come vedi, è tutta in rovina”. Non si trattava solo della chiesa mezza diroccata, ma di tutta la Chiesa. Con quelli che lo seguirono, costituì una fraternità, vivente di preghiera, di distacco dai beni terreni e di amore reciproco.

Frati Minori, Conventuali e Cappuccini trovano in lui uno stile di vita evangelica, che mette avanti lo spirito sulla legge e l’amore sulla giustizia. Digiunava molto spesso e cercava grotte per pregare e passare la notte in penitenza. Mandava i suoi frati ad evangelizzare a due a due, come gli apostoli, anche in terre straniere. Prese parte alla prima Crociata e cercò di convertire il sultano a Cristo, con la parola e con l’esempio. Alla fine, sull’Averna ricevette le stimmate (1224).

Inventore del presepe, compose il Cantico delle creature. Morì nella Porziuncola nudo, a imitazione di Cristo in croce. Il suo influsso nel mondo intero è incalcolabile.

Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14).

“Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11,29-30). L’amore spiega il mistero.


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