Contro i cristiani la persecuzione è sempre più «educata», travestita da progresso…


SEMPRE PIÙ IL DIRITTO ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA PER MOTIVI RELIGIOSI DEGLI OPERATORI SANITARI E DEI FARMACISTI NON È SIGNIFICATIVAMENTE TUTELATO DALLA LEGGE

Di Ellen Kryger-Fantini*

 

In un’omelia dell’aprile 2016, Papa Francesco ha affermato che esistono due tipi di persecuzione anticristiana. Il primo è la violenza esplicita contro i cristiani, come i bombardamenti mirati della Domenica di Pasqua compiuti in Sri Lanka nel 2019. La seconda tipologia è quella che Papa Francesco ha definito «persecuzione educata […] travestita di cultura, modernità e progresso». Il messaggio, ha detto, «è che se tu non fai questo, tu sarai punito: perderai il lavoro e tante cose o sarai messo da parte».

La prima forma, la persecuzione violenta perpetrata contro i credenti di molte fedi, è ben documentata. La seconda, la «persecuzione educata», è subita da molti gruppi di fede nelle nazioni in via di sviluppo e sviluppate, interferisce con le libertà di coscienza, di espressione e di associazione, e include la negazione dell’accesso a certi lavori e programmi educativi, nonché alla giustizia e ai servizi giuridici, spesso in nome di «nuovi» o contrastanti diritti.

Nel 2018 l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, ha espresso preoccupazione per «un’interpretazione radicalmente individualista di certi diritti e l’affermazione di “nuovi diritti”». Per esempio, in diversi Paesi della regione OSCE, il diritto all’obiezione di coscienza per motivi religiosi degli operatori sanitari e dei farmacisti non è più significativamente tutelato dalla legge.

Nell’ottobre 2019 è stata presentata a Papa Francesco una dichiarazione multi-religiosa contro l’eutanasia e il suicidio assistito praticato dai medici, che è stata firmata da rappresentanti cattolici, ortodossi, musulmani ed ebrei. Lo scopo della dichiarazione era di «presentare le posizioni delle fedi monoteiste riguardo ai “valori e alle pratiche rilevanti per il paziente morente”», e di affermare che «nessuna persona che presta assistenza sanitaria dovrebbe essere costretta, o subire pressioni in tal senso, ad assistere direttamente o indirettamente alla morte deliberata e intenzionale di un paziente attraverso il suicidio assistito o qualsiasi forma di eutanasia, specialmente quando tali pratiche sono contro le sue credenze religiose».

L’obiezione di coscienza, si legge nel testo, «dovrebbe essere rispettata». In diversi Paesi, alcune disposizioni mettono a rischio anche il diritto dei gruppi religiosi a gestire le proprie scuole secondo i propri valori. Inoltre, ai laureati di particolari università confessionali viene sempre più negato l’accesso a certe professioni. Genitori di varie fedi continuano a protestare contro le politiche che impongono di insegnare ai loro figli materie particolari, come l’educazione sessuale, che entrano in contrasto con i princìpi delle loro religioni. Forse uno degli sviluppi legali più preoccupanti, però, si riferisce alla legislazione sull’«uguaglianza» o sui crimini d’odio.

Queste leggi criminalizzano atti che possono essere interpretati come mirati a «fomentare l’odio». Tuttavia, anche la semplice espressione, perfino in ambienti privati, di idee coerenti con la religione e l’insegnamento morale di varie fedi, tra cui Ebraismo, Islam e Cristianesimo, potrebbe essere considerata come «un’istigazione all’odio». Ampliare la definizione di odio costituirebbe una seria minaccia all’esercizio significativo del diritto fondamentale alla libertà religiosa, oltre che a quello della libertà di espressione.

L’incapacità di comprendere il ruolo appropriato della religione sulla scena pubblica e la portata della pratica religiosa per l’individuo «continua ad alimentare sentimenti e manifestazioni di intolleranza e discriminazione contro i cristiani, quello che potrebbe essere definito “l’ultimo pregiudizio accettabile” in molte società», ha affermato monsignor Gallagher. Come ha sostenuto lo stesso Papa Francesco, questo approccio riduzionista alla comprensione della libertà religiosa cerca di consegnare le religioni «all’oscurità della coscienza di ciascuno, o alla marginalità del recinto chiuso delle chiese, delle sinagoghe e delle moschee».

Ciò rappresenta un’interpretazione radicale del significato di laicità da parte dei governi, il cui dovere è di mantenere aperto lo spazio pubblico a tutte le religioni.

 

* Estratto da: Aiuto alla Chiesa che Soffre Internazionale, Libertà religiosa nel
mondo 2021, aprile 2021, https://acninternational.org/religious-freedom-report/

Il Rapporto 2021 sulla libertà religiosa nel mondo è un prezioso studio pubblicato dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. Quella del 2021 è la quindicesima edizione del Rapporto, prodotto ogni due anni e pubblicato in inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo


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