L’ipocrita cerca di nascondere le sue vere intenzioni. Ma prima o poi la verità viene a galla


TESTIMONIARE LA VERITÀ PUÒ COSTARE LA VITA; MA BISOGNA TEMERE DIO PIUTTOSTO CHE GLI UOMINI

Di Padre Giuseppe Tagliareni

L’esempio di Abramo è significativo e ci fa capire come avviene la giustificazione. Questa non può nascere dalle opere, ma solo dalla fede. “Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia” (Rom 4,3). Se la giustificazione nascesse dalle opere, sarebbe come un salario, dovuto per giustizia a chi ha lavorato. Invece no: è dono di grazia gratuita di Dio, che la dà per la fede.

S. Paolo cita pure il Salmo 32: “Beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!” (Rom 4,8). E il primo beato fu Abramo, che per fede fu giustificato prima ancora di essere circonciso. Così egli divenne padre nella fede sia per i circoncisi che per tutti quelli che non hanno la circoncisione, ma dimostrano di avere una fede simile a quella di Abramo.

I Protestanti a partire da Lutero (1517) dicono che la fede ci salva, pur se uno continua a peccare. In verità la salvezza scende sì per mezzo di Cristo, a condizione però non solo di credere in Dio, ma anche di lasciare il peccato. Chi aderisce al peccato, come può dire di aderire a Dio?

L’ipocrita cerca di nascondere le sue vere intenzioni. Ma prima o poi la verità viene a galla: “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto”. Testimoniare la verità può costare la vita; ma bisogna temere Dio piuttosto che gli uomini. “I capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura!”. I martiri per la verità saranno ben remunerati da Dio.

 


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Un’anima pia che specifichi che il passo sul segreto che sarà rivelato non vuol certo dire che possiamo fare cortile dei fatti altrui in pubblico..