Diritti negati, media venduti al potere, false accuse e violenze gratuite: ma c’è chi non molla!

Diritti negati, media venduti al potere, false accuse e violenze gratuite: ma c’è chi non molla!

DOPO AVER LASCIATO PER STRADA LE PERSONE, SENZA LIBERTÀ E DIRITTI, È STATO DATO L’ORDINE DI ASSALIRLE, QUESTO PERCHÉ L’OPPOSIZIONE METTE A NUDO LE MENZOGNE E FA PAURA

Di Maria Bigazzi

Non si è ancora spento l’eco di quanto è accaduto il 18 ottobre, di quelle immagini alle quali abbiamo assistito e che mai avremmo voluto vedere.

Persone calpestate assieme ai loro diritti e alla loro dignità mentre manifestavano pacificamente per chiedere l’abolizione di un lasciapassare ricattatorio, che impedisce ai cittadini di vivere e usufruire di tutte quelle libertà che spettano di diritto.

A Trieste, come a Genova e in altri posti, si sta combattendo, mediante lo strumento definito all’articolo 21 della nostra Costituzione, per la libertà di tutto il popolo italiano, perché a forza dei soliti “non ci si può fare niente”, “ci dobbiamo conformare anche se non siamo d’accordo”, e tante altre scuse, non si va da nessuna parte, o meglio, si lascia spazio a chi vede gli italiani come una massa di individui (e viene anche il dubbio di essere considerati individui e non carne da macello) che deve obbedire in silenzio e sottostare a qualsiasi notizia emessa dall’alto e propagata attraverso i media assoggettati al potere.

Ed è proprio sui media che bisognerebbe spendere qualche parola.

Mai visto un servizio così pietoso verso i fatti e la realtà. Immagini manipolate, dirette false e sminuimento di ciò che sta accadendo…

Peccato per loro che ci sono dirette continue dai luoghi di manifestazione così la gente vede cosa accade realmente.

Ma a dare scandalo è anche il fatto che dopo aver lasciato per strada le persone, senza libertà e diritti, è stato dato l’ordine di assalirle, questo perché l’opposizione mette a nudo le menzogne e fa paura.

È facile alzare il ditino da casa o dal ministero, bisogna vivere la sofferenza e la disperazione della gente per capirla, ma per chi non ha mai fatto un solo sacrificio per l’Italia in questi due anni, non può certo comprenderne le difficoltà, anzi l’unico obiettivo sarà quello di mirare sempre più agli interessi che fanno gola.

Dimostriamo la nostra forza e unità nel contrastare l’ingiustizia, la menzogna e l’oppressione.

Siamo italiani e dovremmo essere fieri del nostro Paese che dobbiamo difendere e amare, eliminando ogni forma di dittatura e tirannia.

La soluzione non è conformarsi, tantomeno per futili motivi come per illudersi che la vita possa ritornare alla normalità mostrando con fierezza e nonchalance un codice qr che ha marchiato la nostra libertà; perché non esiste e non deve esistere che per fare qualunque azione, in particolare per lavorare o studiare, serva un certificato con valenza politica che non c’entra assolutamente nulla con la sanità.

Il green pass non accerta che una persona non sia malata, o meglio, un soggetto che si sottopone ogni due giorni al tampone è sicuramente più controllato di uno vaccinato da mesi e che credendosi immune non si preoccupa del fatto che anche se vaccinato può ugualmente contagiarsi e passare il virus.

Si tratta di un’imposizione assurda e contro la dignità della persona che giorno dopo giorno è chiamata a svendere la propria libertà: libertà di scelta, di pensiero e di agire; perché se oggi si cede così tanto facilmente al potere, un domani si verrà chiamati a obbedire a qualsiasi imposizione, e allora cosa risponderemo? “Non potevo fare nulla”?

E ai nostri figli cosa diremo? Che società lasciamo loro?

Una società che ha fatto della cultura della morte il proprio baluardo, che odia la Vita e la persona in sé, come creatura di Dio ed essere razionale dotato di un’anima e di una coscienza, che viene privata della sua dignità, per rimanere un soggetto qualsiasi senza libertà di pensiero e obbediente a qualunque tipo di comando.

No, non è questo che vogliamo. E allora la differenza bisogna cominciare a farla oggi.

Non fidiamoci della valanga di informazioni assoggettate al pensiero unico che vengono fornite senza alcun filtro.

Utilizziamo la nostra intelligenza, come insegna san Paolo, “Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”.

Siamo chiamati a contrastare il male e l’ingiustizia, è un nostro dovere a cui non possiamo sottrarci. Non possiamo restare inermi a guardare, siamo persone a cui Dio ha dato un compito e a Lui dobbiamo affidarci, perseverando nella preghiera e agendo, perché a Dio “dobbiamo rendere conto di tutto ciò che facciamo” ( Eb 4,13).

Ricordiamoci che lasciare gli operai senza la giusta mercede è un peccato che grida al cospetto di Dio, perché non sono le persone a non voler lavorare, ma è un potere tiranno che impone un ingiusto certificato, privandoci di un diritto fondamentale contro la nostra volontà e con l’assenso di molti.

Se lo Stato impedisce di lavorare, di studiare, e in generale di vivere liberamente, il Paese si impoverirà sempre di più e tutti gli ultimi diritti verranno calpestati miseramente.

La Costituzione che tanti chiamano in causa anche per futilità, che fine ha fatto? Vale forse qualcosa oppure no?

Perché con quello che stiamo vivendo sembra ormai solo un ricordo del passato.

Questi sono i momenti decisivi: o la libertà e la giustizia, o la menzogna e l’oppressione. A noi la scelta, ma ricordiamoci che il futuro dei nostri figli sarà segnato dalle nostre scelte.

 

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