La corona d’Avvento: non una comune decorazione floreale da sfoggiare in occasione del Natale


Di Rosaria Gargano

DOPODOMANI SARÀ LA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO: TEMPO DI ATTESA E DI GRAZIA

La candela, da sempre strumento di luce contro l’oscurità della notte, è l’elemento principale della Corona dell’Avvento: quattro candele che indicano le diverse tappe che predispongono ad accogliere il Bambino Gesù nel nostro cuore.

Ha una forma circolare ed è rivestita di rami verdi e senza fiori.

Sulla corona sono presenti quattro candele colorate, ciascuna legata a una tappa che ci invita a sostare per accogliere meglio Nostro Signore.

Ogni elemento che costituisce la Corona dell’Avvento ha un significato ben preciso.

La forma circolare simboleggia l’Eternità e l’Unità e, allo stesso tempo, è anche simbolo di regalità e di vittoria in quanto serve a ricordare l’imminente nascita di Gesù, il Re che vince le tenebre con immensa luce.

I rami simboleggiano la vita e la speranza che non finisce e che diventa eterna. Sta per venire al mondo Colui che sconfigge la morte. Anche per questa ragione la vera corona non può essere realizzata con altri materiali quali ceramica o terracotta. Inoltre, i rami delle piante richiamano l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto proprio con rami in segno di saluto al nostro Re e Messia.

Le quattro candele sono accese una per volta, durante le quattro domeniche di Avvento. Ognuna rappresenta la Luce in mezzo alle tenebre.

Ogni candela accesa serve anche a ricordare la salvezza portata da Gesù Cristo nella vita di ogni cristiano e ricorda che tale salvezza si dispiega nel tempo.

Solitamente, le candele che la costituiscono, sono tre di colore viola ed una rosa, anche se possono essere tutte e quattro viola se non addirittura bianche. In ambiente protestante, invece, si usano candele di colore rosso con l’aggiunta di una candela centrale bianca che indica Cristo.

I colori viola e rosa sono, di fatto, i colori liturgici delle domeniche di Avvento. Secondo la liturgia cattolica, il colore viola è un richiamo alla conversione, alla speranza ed è per questo usato nei tempi forti di Avvento e di Quaresima.

La candela rosa, invece, si accende la terza domenica di Avvento, anche detta Gaudete, Domenica della Gioia, quando il colore dei paramenti indossati in quella giornata dal sacerdote, sono, per l’appunto, rosa.

Il rosa altro non è che un viola attenuato e serve a comunicare che il tempo si sta per compiere, la gioia si sta avvicinando e il Natale è ormai alle porte.

Così come ogni candela indica una domenica di Avvento, allo stesso modo ha un proprio significato.

La prima candela indica i patriarchi e simboleggia la speranza cristiana.

La seconda evoca i profeti e la pace.

La terza è un richiamo alla figura di Giovanni il Battista e alla gioia.

Infine, la quarta candela raffigura Maria e la virtù dell’amore.

Nel caso si ponga una quinta candela, necessariamente bianca, rappresenta il richiamo al Cristo e si accende la notte della Vigilia di Natale o il giorno stesso del Natale.

L’accensione di ciascuna candela indica la progressiva vittoria della Luce sulle tenebre dovuta alla sempre più vicina venuta del Messia. Alcuni sostengono che abbia un’origine molto antica. In ambito cattolico si diffuse nella prima metà del 1900, a partire dagli Stati Uniti.

È un inno alla vita quando tutto sembra finire, un inno alla Luce che vince le tenebre, un inno a Gesù, unica Vera Luce, che giunge sulla terra per vincere le tenebre della morte e del male.

E allora Buon cammino verso il Santo Natale!


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