Eutanasia, Boscia (Medici Cattolici): “è la fine della medicina, è una pagina buia”


Di Bruno Volpe

“CHIEDONO DI MORIRE SOLO COLORO CHE SONO LASCIATI SOLI”

 

“Qui si gioca la fine della medicina, è una pagina buia”. Il professor Filippo Maria Boscia, ginecologo di valore e Presidente Nazionale dei Medici Cattolici, si riferisce alla decisione del Comitato etico che di fatto ha dato il disco verde all’eutanasia del signor Mario (nome di fantasia), paraplegico di Ancona.

Professor Boscia, che idea si è fatto?

“Qui si gioca la fine della medicina ed è una pagina buia. Noi medici siamo sempre stati invogliati ed abituati alla difesa della sacralità della vita e poco alla volta accade il contrario. E così accadrà che spariranno branche della medicina”.

Cioè?

“Faccio qualche esempio. Se la donna alla prima malformazione del feto o a problemi cardiaci del nascituro se ne sbarazza, i reparti di cardiochirurgia infantile poco alla volta spariranno, come sta avvenendo. Idem per quello che riguarda l’anemia mediterranea in Sardegna”.

Come la mettiamo con di chi afferma che in certe situazioni non è più vita?

“La verità è che questi pazienti spesso sono lasciati soli e la scelta eutanasica è una richiesta di aiuto e non ce ne accorgiamo, un grido di dolore spesso inascoltato. Se non andiamo in loro soccorso abbiamo fallito la nostra missione di medici. Lo ripeto, è una pagina buia della medicina”.

E la sofferenza?

“Non la dobbiamo nè incoraggiare nè esaltare, ma ci rende più buoni, è una palestra di vita. Come credenti della sofferenza di Cristo non dobbiamo vedere solo la croce, ma soprattutto la speranza. Ma oggi la vita è diventata tanto frenetica, così veloce che non sappiamo godere delle cose piccole, delle gioie, dei rapporti umani. Paradossalmente la posizione dei sani è diventata barbara. Non sappiamo, nè spesso vogliamo accogliere le fragilità. Ci chiedono di morire se sono lasciati soli”.

 


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