La devozione all’Immacolata è la cura domiciliare per la pandemia anticristiana


di Matteo Castagna

LA “PANDEMIA SINISTRA DELL’ASSURDO“, IN NOME DELLA DITTATURA DEL RELATIVISMO, SI STA DIFFONDENDO A MACCHIA D’OLIO NELL’INDIFFERENZA DI TROPPI

Sappiamo di vivere i tempi della “pandemia anticristiana”, che ha come effetto collaterale di breve termine la secolarizzazione e di lungo termine la scomparsa della Fede così come da tutti conosciuta, ovunque e sempre.

All’interno di tale “pandemia” spirituale viviamo da sempre nella lotta tra il Bene (Cristo e la Sua unica Chiesa, fondata su S. Pietro) e il male (le sovversioni dell’ordine divino, sia esso morale o naturale).

E’ facile comprendere da che parte stia colei che avrebbe voluto cancellare l’augurio di Buon Natale ed il nome di Maria dall’Europa che, nonostante tutto, affonda le sue radici nel Cristianesimo.

E’ la “pandemia sinistra dell’assurdo”, che in nome della dittatura del relativismo (liberalismo massimalista e ultra-liberismo economico) si sta diffondendo a macchia d’olio nell’indifferenza di troppi.

Tutti i sinistri sembrano sguazzare, contenti e garruli nelle pandemie dell’ignoranza, della sub-cultura di un utopistico e transumano egualitarismo di massa, del ritorno alla lotta di classe attraverso la creazione di una pianificata guerra tra vaccinati (buoni e bravi) e non vaccinati (brutti e cattivi).

Godono nel poter sottomettere il popolo in assurde restrizioni, perché in questo contesto possono costruirsi l’uomo nuovo, privo di pensiero e inebetito dal Grande Fratello, facilmente manipolabile e, soprattutto, eterodiretto a distanza soprattutto nei consumi, secondo i desiderata dell’alta finanza keynesiana senza scrupoli.

Magari, qualcuno sogna addirittura il gulag, magari in una dimensione virtuale, per coloro che si ribellano alla nuovo religione globalista, che ha già il suo Dio nella scienza e la sua Maria nella tecnocrazia, per cui chi non si prostra davanti all’idolo del terzo Millennio riceve una sorta di scomunica laica, che, col tempo, consisterà nell’esclusione dalla società.

Il loro nemico era, è e resta il Cristianesimo. Più resistiamo nella fede, più si agitano. Più resistiamo nella difesa della Tradizione Cattolica, più le grandi famiglie che governano il Sistema globale si arrovellano nel pensare a come annientarci, convincendoci che, in realtà, stanno facendo il nostro bene. I figli delle tenebre sono sempre stati più scaltri dei figli della luce, perché hanno una malizia che i secondi non possono avere. E Gesù lo sapeva. Per questo ci lasciò detto di “essere astuti come serpenti e puri come colombe” (Mt., 10,16) per possedere la medicina domiciliare contro la “pandemia anticristiana”.

A breve festeggeremo l’Immacolata concezione di Maria, colei che schiaccia la testa del Serpente, la Madre di Dio e della Chiesa, avvocata nostra al momento del Giudizio particolare, verso la quale dobbiamo avere una tenera devozione filiale, perché nel Suo nome e nel Suo Cuore senza peccato troveremo sempre rifugio, pace, ma anche la forza per combattere la “pandemia anticristiana” che ammorba il mondo.

Il Santo Rosario, recitato ogni giorno, è un farmaco micidiale contro il virus del peccato. Molti, oramai, non si interessano più dell’eccelso significato di questa Festività, fonte di grazie indescrivibili per tutti noi, Suoi figli devoti. A Lei ricorriamo, in questi tempi così terribili ed a Lei affidiamoci. Non ci lascerà mai soli e vinceremo la morte con Lei, per mezzo di Lei.

Il beato Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata l’8 dicembre del 1854. La verità della Immacolata Concezione era già patrimonio della fede orientale e della prima festa sotto questo titolo sin dal secolo VI e VII. Nella Chiesa latina sin dal mille. Il primo grande difensore dell’Immacolato concepimento di Maria, fu il francescano Duns Scoto, detto “Doctor subtilis”, nato a Duns in Scozia nel 1265. La sua assoluta certezza della Verginità di Maria, concepita, vissuta ed assunta in Cielo senza peccato, creò grandi ed accese dispute teologiche. Arrivato il giorno del grande atto Sorbonico, come si chiamava allora la disputa, mentre Scoto si avviava al luogo della discussione, si prostrò davanti ad una statua della Vergine che si trovava sul suo passaggio, e le indirizzò questa preghiera: Dignare me, laudare te, Virgo sacrata: da mihi virtutem contra hostes tuos. La Vergine, ad attestare il gradimento di questo atto, inclinò il capo: posizione questa che avrebbe poi conservata anche in seguito.

Ora, questa verità non è più incerta e disputabile, essa fa parte dei dogmi della nostra fede e fu solennemente definita da Pio IX il giorno 8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis, ove si proclama: “Il Dio ineffabile sin dal principio e innanzi ai secoli, elesse e dispose all’Unigenito suo Figlio una Madre, da cui fatto uomo, avesse egli a nascere nella felice pienezza dei tempi, e fra tutte le creature di tanto amore predilesse, lei, da compiacersi in lei sola con propensissimo affetto. Per il che, assai più che tutti i santi, la ricolmò dell’abbondanza di tutte le grazie celesti, tolte dal tesoro della divinità, in un modo così meraviglioso, che sempre affatto immune da ogni macchia, di peccato, e tutta bella e perfetta, ebbe in sé quella pienezza d’innocenza e di santità, di cui maggiore non può concepirsi al di sotto di Dio, e cui nessuno fuor che Dio stesso può raggiungere col pensiero. E per verità era del tutto conveniente, che sempre rifulgesse ornata degli splendori di perfettissima santità, ed affatto immune dalla stessa macchia della colpa originale, riportasse amplissimo trionfo dell’antico serpente, una sì venerabile Madre.

Dopoché mai non cessammo nell’umiltà e nel digiuno, di offrire a Dio Padre, per mezzo del Figliuol suo, le private nostre preghiere e quelle pubblicate della Chiesa, affinché si degnasse di dirigere e confortare la nostra mente colla virtù dello Spirito Santo, implorato il soccorso di tutta la corte celeste, ed invocato con gemiti lo Spirito Paraclito, il medesimo così ispirandoci, ad onore della santa ed individua Trinità, a decoro ed ornamento della vergine madre di Dio, ad esaltazione della fede cattolica e ad incremento della cristiana religione, coll’autorità del Signor Nostro Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo, che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore dell’umano genere, fu preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è da Dio rivelata e quindi da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli. Per la qual cosa, se alcuni presumessero, il che Iddio tenga lontano, di sentire in cuor loro diversamente da quanto fu da noi definito, conoscano e sappiano per fermo, che condannati dal proprio giudizio, hanno fatto naufragio nella fede” (Atti senigalliesi nel Bicentenario della nascita di Pio IX, Senigallia, 1992, pp. 259-266).


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