Il metaverso renderà i nostri giovani più fragili ed isolati


di Gian Piero Bonfanti

HIKIKOMORI E BLUE WHALE SONO SOLAMENTE UNA ANTICIPAZIONE DEGLI INNUMEREVOLI PROBLEMI CHE DERIVERANNO DAL NUOVO MONDO VIRTUALE DEL METAVERSO

Ed eccoci a dover affrontare un altro problema non da poco. Già i rapporti sociali erano abbastanza incrinati prima “dell’epoca della pandemia”, con tutte le problematiche relazionali dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Osservavamo giovani alienati nei mondi dei social, dei video games e di internet. Ragazzi e ragazze che si rapportavano tra loro sempre più telematicamente e meno “de visu”, come se lo scudo protettivo del computer o dello smartphone fosse per loro una sicurezza, un modo per andare oltre le loro paure, utilizzando questi strumenti, anche smisuratamente, allo scopo di essere nel mondo dei giovani senza il pericolo di esporsi troppo, di mettersi in gioco in prima persona.

Anche il linguaggio ha subito nel tempo una notevole trasformazione e, mentre qualcuno si arricchiva con questo business molto redditizio, i nostri giovani crescevano con difficoltà nella vita reale, nell’affrontare cioè le problematiche del quotidiano. Poi è arrivata la pandemia ed i lockdown e la situazione è degenerata.

Arriveremo presto al punto nel quale i nostri giovani per rapportarsi con i coetanei saranno costretti a mostrare uno sterile patentino verde. Ragazzi sempre più fragili ed isolati in un mondo governato dalla divisione. Ora siamo all’alba di una nuova epoca: il metaverso.

In realtà poco ancora si conosce delle immense possibilità di questo nuovo sistema informatico ispirato ad una fiction degli anni ’90, ma molto si può intuire dai primi segnali che giungono dalla sua attivazione: si tratta di un mondo virtuale, al quale si accede con visori speciali, dove la realtà si intreccia con quando creato a sistema, dando una percezione quasi tangibile e reale della stessa.

I quattro principali mondi virtuali sono: The Sandbox, Decentraland, CryptoVoxels e Somnium Space ed hanno già attirato un traffico combinato di oltre 6000 trader solamente nel corso dell’ultima settimana.

Questo sistema infatti si fonda su piattaforme che hanno realizzato dei veri e propri mondi virtuali che raccolgono diverse community legate alle criptovalute.

Per comprendere la portata di questo business basti pensare che in una sola settimana questi metaversi hanno già fruttato (o comportato) la bellezza di oltre 100 milioni di dollari spesi da parte degli utenti.

Ma in una realtà distopica che ricorda il film cyberpunk Matrix, scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowski (successivamente noti come Lilly e Lana Wachowski dopo la transizione di entrambi), dove il mondo reale è condizionato da quello virtuale, quale sarà la linea di demarcazione che proteggerà noi ed i nostri figli dalle insidie facilmente intuibili? Quali saranno le misure, le regole, le tutele per chi entrerà in questa nuova dimensione? Chi ne sarà il giudice? Forse coloro che in questo momento stanno mettendo le basi per questo business sregolato?

Dover pensare che la sindrome Hikikomori o il gioco dell’orrore Blue Whale possano essere solamente una anticipazione degli innumerevoli problemi che deriveranno da questo nuovo mondo virtuale, è fonte di grandi preoccupazioni. Come al solito ci sentiamo di consigliare di porre molta attenzione in questi ambiti cercando di riavvicinarsi ai valori tradizionali. Il pericolo al quale siamo esposti è molto insidioso.

 


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