Eutanasia e suicidio assistito: grazie a Dio in Portogallo e Colombia non è ancora tempo…


di Enzo Vitale

PORTOGALLO E COLOMBIA, GRAZIE A CAVILLI LEGALI, RALLENTA LA CORSA VERSO L’APPROVAZIONE DELLE LEGGI PRO-EUTANASIA

 

La corsa verso l’approvazione di leggi a favore dell’eutanasia rallenta in due nazioni: Portogallo e Colombia. E questo grazie ad alcuni cavilli legali e alla volontà chiara di opporsi a tali leggi di morte.

In Portogallo, il presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha rimandato alla Corte costituzionale portoghese la legge che avrebbe legalizzato eutanasia e suicidio assistito nel suo paese, rifiutando la firma per la ratifica della legge. È quanto riporta il sito BioEdge in un articolo a firma di Michael Cook. Il rifiuto del Presidente è stato reso possibile grazie alle sue competenze: è, infatti, un ex professore di diritto. Il rigetto è stato ancora più duro per i promotori della legge visto che è la seconda volta, in questo anno, che la questione è rimandata alla discussione in parlamento.

In Colombia, invece, il progetto di legge portato avanti da Juan Fernando Reyes Kuri è naufragato al momento del voto. A differenza del Portogallo dove si sta cercando di introdurre a livello civile il “diritto a morire”, in Colombia, già a partire dal 1997, la Corte costituzionale ha legalizzato il ricorso all’eutanasia.

Ciò nonostante, non esiste ancora una legge che ne regolamenti la pratica e, fino adesso, i legislatori colombiani si sono dimostrati chiaramente contrari. Alla vigilia del voto, il deputato Buenaventura León, membro della camera dei Rappresentanti della Colombia, aveva dichiarato: «La pratica dell’eutanasia costituisce una grave offesa alla dignità della persona e favorisce la corrosione dei valori fondamentali nell’ordine sociale. Sarebbe molto pericoloso per i più fragili. La Legge è fatta per proteggere la vita». Non vi è dubbio che il buon senso abbia avuto in questo caso la meglio sulle ideologie diffuse.

Bisogna però dire che, nonostante la sensibilità dei singoli sia contraria all’approvazione di una legge che regolamenti l’eutanasia, la Corte costituzionale colombiana, nel 2018, aveva concesso anche ai bambini (a partire dall’età di sei anni) la possibilità di ricorrervi. Inoltre, nel luglio scorso, Aveva stabilito che i pazienti non terminali potevano beneficiare dell’eutanasia a condizione che vi fosse una «intensa sofferenza fisica o psicologica», derivante da lesioni fisiche o malattie gravi e incurabili.

Al momento, siccome non esiste ancora una legge precisa, le singole decisioni sulla praticabilità o meno dell’eutanasia sono prese a livello centrale dal Ministero della salute. Infatti, senza precise garanzie legali, per la maggior parte dei medici colombiani è rischioso assumersi una tale responsabilità.


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