Preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento


di Giuliva Di Berardino*

ECCO COSA VUOL DIRE “IMMACOLATA CONCEZIONE”

Immacolata Concezione è un dogma della fede cattolica proclamato da papa Pio IX  l’8 dicembre 1854, con la bolla Ineffabilis Deus. Si tratta quindi di una verità di fede, riconosciuta in modo universale da tutti i cristiani cattolici del mondo. 

Secondo questo dogma Maria, già riconosciuta dal mondo cristiano antico come “Madre di Dio”, viene onorata come preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Immacolata Concezione quindi identifica una realtà di fede complessa che riguarda la persona di Maria, da non confondere con un’altra realtà di fede che è il concepimento verginale di Gesù. 

Cerchiamo di chiarire intanto questa distinzione.

Il dogma dell’Immacolata Concezione è legato alla questione del peccato originale, quel peccato che segna l’umanità dalla sua origine, quindi quel peccato che viene presentato nel Libro della Genesi nel racconto della disobbedienza di Adamo ed Eva a Dio, che costituisce il fondamento dell’antropologia biblica. Da questo racconto biblico si ricava successivamente la dottrina del peccato originale che spiega lo stato di disobbedienza e di opposizione a Dio nel quale l’essere umano è caduto nel decidere da solo che cosa sia bene e che cosa sia male. 

Le interpretazioni del testo di Genesi sono state varie nel corso della storia del Cristianesimo, ma la tradizione Cattolica ha stabilito una spiegazione che resta valida fino a noi oggi.

Secondo la fede  cattolica, infatti, ogni essere umano nasce con il peccato originale, ma viene liberato da esso attraverso l’adesione alla fede in Gesù Cristo e all’appartenenza a Lui in comunione con la Chiesa di Cristo, attraverso il rito sacramentale del Battesimo, sacramento che immerge il credente nella grazia che Gesù Cristo ci ha ottenuto con la sua passione, morte e risurrezione. Il dogma dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, dunque, costituisce un’eccezione a quest’azione di riscatto dal peccato originale operata da Cristo per tutta l’umanità in quanto Maria, in virtù della sua missione particolare che si è compiuta nella sua maternità, ha ottenuto in anticipo questo privilegio, perché già dal suo concepimento, che è sempre non solo un atto fisico, ma anche intenzionale, Dio stesso, il Padre Creatore, ha desiderato da sempre Maria come donna e come madre perché si realizzasse l’Incarnazione del Figlio e attraverso l’umanità del Figlio l’umanità intera venisse salvata dalle conseguenze del peccato originale. 

Quando invece consideriamo la verginità di Maria, indichiamo la condizione generativa della fede che ha vissuto Maria in tutta la sua vita terrena, il suo lasciare spazio a Dio in ogni realtà della sua esistenza, in ogni aspetto della sua persona, e quindi soprattutto nel suo cuore e nel suo corpo, come donna e come madre. Verginità significa sempre, nella Sacra Scrittura, uno stato di incompiutezza e Maria mostra, grazie alla sua verginità, che la tradizione della Chiesa ci presenta incorrotta prima, durante e dopo il parto, non perché Maria fosse di natura superiore, ma perché la sua maternità verginale esige un atto di fede in  Dio, nel Dio che tutto può nell’amore, nella grazia che fa generare la vita. 

La Verginità di Maria è la prova materiale e tangibile che Dio può portare a compimento, anche nella carne, anche ciò che resta incompiuto, irrealizzato e non pienamente riuscito, secondo i nostri modi di considerare la realtà.

Chiariti questi due aspetti, diremo allora che il dogma della Verginità di Maria è legato alla sua maternità e quindi al Figlio di Dio fatto uomo, perché Dio nasce nella situazione di incompiutezza, di non pienezza, mentre il dogma dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria è legato al pensiero del Padre su questa donna che ha vissuto nella carne un’unione particolare con Dio, dando corpo al Verbo di Dio. 

La verginità è dunque uno stato che attualizza il concepimento, non il contrario! 

Nelle apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830) Maria è l’Immacolata Concezione. 

A Lourdes si presenta alla piccola Bernadette con queste parole, dette in dialetto basco: “Io sono l’Immacolata Concezione”, a dire che, il pensiero del Padre, il Suo desiderio di fare di Maria la Madre del Figlio, coincide perfettamente con la sua Concezione immacolata, cioè nel suo essere stata preceduta dall’esperienza della salvezza di Cristo che toglie ogni macchia di peccato e, per dirla con un’espressione eloquente della teologia ortodossa, divinizza l’umanità. 

Io sono l’Immacolata Concezione, significa: “io sono pienamente ciò che il Padre ha desiderato da sempre che io fossi”. 

La liturgia di questa solennità ci aiuta a comprendere che dunque nel celebrare Maria come Immacolata Concezione, celebriamo la salvezza di Cristo in Maria e in ciascuno di noi, perché l’essere “irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere”, come scrive San Paolo in Fil 2,12-18, è uno dei frutti della Pasqua di Gesù, che Dio ha realizzato dal concepimento in Maria, e, con Maria, per salvare ciascuno di noi. 

Lodiamo allora insieme Dio Padre, con le parole di San Paolo (Ef.1,3): “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.” Buona festa a ciascuno, nella gioia di Maria che ci aiuta a vivere a lode della gloria del Signore!

*Teologa e docente


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