I doveri di un politico cattolico del Terzo Millennio


di Matteo Castagna

GLI ERRORI DELLA MODERNITÀ SONO LA PROGRESSIONE DI QUELLI DEL PASSATO

Gli errori della modernità sono la progressione di quelli del passato. Nicolò Machiavelli (1469-1527) fu il principale teorico della separazione e sistematica autonomia tra la politica e la morale.

Da questo assunto deriva, probabilmente, tutta la concezione politica liberale, che è anti-tomista per antonomasia. Subdolamente, Machiavelli sosteneva che politica e morale non devono combattersi, ma neanche essere coordinate tra loro.

E’ una posizione mediana, così pericolosa da aver posto le basi per un diritto positivo assoluto, disgiunto dalla morale. Non è più Bene ciò che è naturale, ma ciò che secondo il singolo individuo è un presunto bene soggettivo. Quindi diventa possibile che quel che per me è bene, anche se per te è male.

Il relativismo della dicotomia bene/male porta inevitabilmente all’agnosticismo sociale, foriero di conflitti continui.

Dunque, per Machiavelli e tutti i modelli liberal o social democratici non ci si deve porre il problema etico e dunque agire come una comunità organica di destino, ma come se la morale oggettiva non esistesse.

Con Machiavelli non si arriva all’ateismo di Stato, ma all’indifferentismo perché si rifiuta di porsi il problema della verità. Meglio non pensarci, è più comodo e più subdolo. Con ciò, per il machiavellismo, la politica ha il suo fine unicamente nel campo sociale, astraendosi dalla morale, dalla religione e da Dio.

Perciò il machiavellismo tende a umanizzare il divino e a naturalizzare il soprannaturale, pur non negandoli. Il luteranesimo come esaltazione estrema del soprannaturale che disprezza la natura e machiavellismo (naturalismo che fa a meno della grazia) sono le due facce opposte della stessa medaglia.

Lutero ha introdotto il soggettivismo in religione. Cartesio lo ha introdotto nella filosofia. Machiavelli l’ha incistato nella politica. Questa è la trimurti ideologica degli ultimi seicento anni, che ha prodotto la società del caos che stiamo vivendo.

Nel suo meraviglioso De regimine principum (lib. I, cap. 15) San Tommaso d’Aquino dice che “la Società civile o politica è come una nave, la cui navigazione ha due aspetti: solcare il mare e portare i passeggeri in porto. La politica e il bene comune hanno un duplice compito: immanente (navigare) e trascendente (giungere al Cielo). La Civitas Christiana ha come fine immediato il benessere comune temporale e sociale dei cittadini, ma il suo Fine ultimo è il Sommo Bene. La politica rappresenta il fine intermedio; perciò va coltivata, ma non bisogna fermarsi ad essa” (S. Th., II-II, q. 58, a.5).

Oggi, il politico cattolico ha il dovere di tentare una restaurazione della metafisica e del realismo della conoscenza, da cui dipende anche la restaurazione del diritto naturale, della filosofia politica ed economica, che ci aiutano ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi e ci impediscono di farci coinvolgere dalla marea costante della sovversione ultraliberista e nichilista, le quali rendono l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

Entriamo nella grotta di Betlemme con questo spirito, coinvolgendo le nostre famiglie e seguiamo la stella cometa della Via, Verità e Vita perché la salvezza è personale, non collettiva, ma tante salvezze formano una comunità di destino rivolto all’eternità nella visione beatifica di Dio.

Sia questa la grande Speranza per il 2022, che può fare, con l’aiuto della Grazia, i più belli ed inattesi miracoli.

 


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Mi appare grande questo articolo, che rimette al primo posto la metafisica con conseguente riferimento al diritto naturale e alla morale.
Si tratta di riscoprire la civiltà, che può essere soltanto cristiana dopo venti secoli di azione della Chiesa. Ormai tutte le culture, tutte le filosofie, tutte le religioni sono state segnate dalla civiltà cristiana. Tutti viviamo ancora di rendita sulla civiltà cristiana ma, se non la rimettiamo in azione, non potrà che deperire.
Una PROPOSTA per questo Natale: inauguriamo la MORALE POSITIVA, in cui il giudice non sia la casistica dei peccati ma la MISERICORDIA, la RICERCA DEL REGNO DI DIO e le OPERE di VITA ETERNA. Questo si evince dai Vangeli di Luca e di Giovanni, che si presentano come testimonianza storica ma che sono stati lasciati nell’ombra per duemila anni. Infatti si segue quasi sempre il Vangelo di Matteo, molto più moralistico.
W la politica! e: W la Civiltà (cristiana)!