Medici e politici italiani al vaglio della letteratura scientifica


di Raffaele Cerbini*

IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO ITALIANO ESCE CON LE OSSA ROTTE CON PRESE DI POSIZIONE DISCUTIBILI E SCELTE SANITARIE POCO O NULLA FONDATE

Da oggi iniziamo a dare il voto a politici, medici e istituti scientifici per chiarire nella maniera più semplice possibile quali provvedimenti adottati dal nostro governo sono stati in linea con la letteratura scientifica e quali frutto di approssimazione e incompetenza.

Prima di iniziare a parlare del governo partiamo con i voti più alti, assegnati a coloro che negli ultimi mesi hanno ben rappresentato la scienza.

Dieci e lode al professor Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che ieri ha finalmente affermato: «Solitamente le vaccinazioni lasciano una memoria immunitaria lunga, ma con un virus così mutato l’antidoto, calibrato su ceppi precedenti, perde efficacia in fretta: è necessario sequenziare i patogeni in modo massiccio per aggiornare le fiale prima che le nuove varianti siano incontrollabili. Fare tre vaccinazioni all’anno non è sostenibile». 

Caruso continua: «È necessario aggiornare i vaccini prima che le nuove varianti siano incontrollabili».

Anche io avevo lanciato questo suggerimento già diversi mesi fa, nel momento in cui la variante Delta era stata sequenziata ed era stato dimostrato il meccanismo di evasione immunitaria delle varianti. Oggi è ancora più importante farlo perché la protezione degli attuali vaccini contro la variante Omicron è minore del 30%, quindi sono totalmente inutili per lo scopo per i quali sono utilizzati. Personalmente, come medico ed anche in qualità di paziente fragile, mi rifiuterò nella maniera più categorica di effettuare una ulteriore dose aggiuntiva a seguito del booster se i vaccini non saranno aggiornati. Anche Israele ha sospeso la quarta dose, dopo averla annunciata, proprio per gli stessi motivi.

Ad oggi l’appello ad obbligare i produttori ad approntare nuove sequenze specifiche per le varianti è stato totalmente ignorato e nessun governo sta obbligando i produttori a modificare le piattaforme. Eppure, sarebbe molto semplice farlo dal punto di vista tecnico, ma probabilmente vi sono troppi soldi in gioco e, forse, troppe dosi sono state già acquistate dagli incauti governi – si parla di 10 dosi a testa! -, ormai completamente ostaggi delle politiche di marketing dei produttori.

Cosa dice la letteratura in proposito? Ricordo che il ciclo di vaccinazione primaria conferisce una immunità molto breve, che si riduce dopo 3 mesi e svanisce a partire dal quinto mese. Lo scorso 8 dicembre inoltre due articoli ed un editoriale nel NEJM hanno ribadito come la dose booster possa essere di aiuto negli over 40 ed in coloro che hanno patologie concomitanti, mentre nessun dato supporta l’utilizzo della dose booster degli attuali vaccini nei soggetti al di sotto dei 40 anni e tantomeno nei minorenni.

In aggiunta a ciò un altro articolo proveniente dalla Danimarca dimostra come gli attuali vaccini non proteggano per nulla contro la variante Omicron avendo efficacia del 16% dopo solo 31 giorni dalla vaccinazione. Se questi dati sono veri, allora la necessità di nuovi sistemi di protezione è urgentissima e, soprattutto, non si può più accettare la vergognosa misura del green pass che non ha alcun motivo di essere basata sullo status vaccinale.

Un Dieci lo assegniamo alla Agenzia Europea dei Medicinali. Il lavoro straordinario ed incessante di tanti bravissimi colleghi ha permesso di valutare al meglio l’efficacia e la sicurezza di vaccini e farmaci specifici per la coronavirus. Ricordo a tutti che la valutazione dei nuovi farmaci e dei vaccini si basa su pochi dati provenienti dagli studi clinici specifici sul prodotto. Ma la cosa importante da ribadire è che avere un farmaco autorizzato all’uso non significa doverlo utilizzare a tutti i costi, tutt’altro: sono le politiche nazionali a decidere l’utilizzo di farmaci e vaccini autorizzati a livello centrale e come vedremo purtroppo le politiche italiane hanno enormi limiti.

Per confermare il voto eccellente ad EMA ricordiamo come il sistema di farmacovigilanza europeo abbia permesso di individuare le reazioni avverse più gravi determinate dai vaccini. Innanzitutto ricordiamo la patologia VITT (Vaccine-Induced Thrombotic Thrombocytopenia) che può essere mortale nel 40% delle persone affette. La povera Camilla Canepa [la studentessa di Sestri Levante deceduta a Giugno dopo essere stata vaccinata con Astrazeneca N.d.R] è stata la vittima sacrificale delle politiche governative italiane della vaccinazione a tutti i costi quando era chiaro che iniettare Astrazeneca negli under 60 era pericoloso. Ricordiamo poi le miocarditi, la frequenza delle quali è stata stabilità ad un caso su 10.000 somministrazioni, ed in numero ancora maggiore nei soggetti con meno di 30 anni. Questo è tanto vero che la Francia ed i paesi nordici hanno bloccato la somministrazione del vaccino Moderna negli under 30. 

Tutto ciò mentre il Comitato tecnico scientifico insisteva nella totale negazione di questi dati incontrovertibili; anche quando è stato categoricamente smentito dal New England Journal of Medicine. Non solo; due ulteriori articoli [QUI] e [QUI] sono stati pubblicati nei giorni scorsi per dimostrare la pericolosità dei vaccini a mRNA, in particolare del Moderna, per gli adulti più giovani. Rischi sicuramente superiori a quelli eventualmente corsi contraendo il coronavirus 

Un Nove invece al professor Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, perché ha avuto il coraggio di ricordare a più riprese che nei minori la gravità della malattia è totalmente irrilevante e pertanto «la bilancia rischio-beneficio pende tutta sulla parte del rischio». Vaia non si merita un dieci perché ultimamente ha abbassato la testa e, sia pure controvoglia, ha dovuto posare di fronte alle telecamere mentre accompagnava molti bambini alla vaccinazione. 

A questo proposito ricordiamo che secondo la letteratura scientifica non vi è alcun dato sul fatto che l’immunizzazione da vaccino sia migliore e più efficace di quella ottenuta in caso di malattia conclamata, e questo a dispetto dei virologi televisivi che hanno cercato di manipolare i bambini con la squallida parodia della canzone natalizia Jingle Bells. Per fortuna molti genitori non sono caduti nel tranello avendo ben capito che la vaccinazione dei minori comporta rischi molto superiori ai benefici. 

I 3.233 report di reazioni avverse, gli 81 eventi avversi gravi, i 14 report di miocardite e le 2 morti registrati fino al 10 Dicembre scorso negli Stati Uniti sono stati un enorme campanello di allarme; tanto è vero che sono due settimane che i report di reazioni avverse non sono aggiornati. 

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* Specializzato nel 2002 in Medicina Interna e Medicina d’Urgenza. Dal 2005 fa parte del mondo farmaceutico. Ha concentrato l’attività nelle terapie innovative a partire dal 2013, inclusa la terapia genica e la terapia somatica cellulare. 

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