Una delle più antiche icone in Occidente


di Aurelio Porfiri

CLEMENZA E MAESTÀ DI MARIA, MADRE DI DIO

Devo dire che ho un particolare rapporto con una Basilica romana, in cui ho ricevuto gran parte dei sacramenti. Questa è la bellissima chiesa di santa Maria in Trastevere, una delle più antiche di Roma.

È lì che ho cominciato a servire Messa, dirigere il coro, avvicinarmi alla musica liturgica.

In questa chiesa mi ha sempre colpito un dipinto che ai tempi della mia adolescenza era custodito in una stanzetta laterale nella cappella di sinistra per chi guarda l’altare (se non sbaglio) mentre ora è sull’altare centrale della stessa cappella, cappella Altemps, per la venerazione di tutti.

È la Madonna della Clemenza, un dipinto che risale addirittura al VI-VII secolo, una delle più antiche icone in occidente. Quando entro nella Basilica non manco mai di visitare la cappella e sostare davanti questa immagine, che mi riporta al cristianesimo medievale e bizantineggiante e mi fa contemplare la Madre di Dio al di fuori di certe deviazioni dei secoli recenti, che hanno reso troppo zuccherosa l’immagine della Beata Vergine.

Nell’immagine medioevale custodita a santa Maria in Trastevere, la Madonna è clemente e regina, anzi è clemente in quanto regina. In fondo compendia quanto verrà cantato qualche secolo dopo la fattura di questa icona in una delle antifone mariane ancora oggi più note: Salve regina, mater misericordiae. Maria è regina e madre di misericordia e le due cose non sono in contraddizione. Questa immagine è stata sempre molto venerata ed era detta acheropita, cioè non fatta con mani d’uomo ma quasi realizzatisi per dono di Dio. Certamente è per me sempre una emozione trovarmi di fronte a questa immagine che sembra quasi fissarmi, come una regina guarda un suo sottoposto, con una benigna regalità.


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