Un gesto paterno di monsignor Luigi Negri

di Andrea Rossi

LA FOTO DEL VESCOVO LUIGI NEGRI (1941-2021) E UN RICORDO PERSONALE

La foto in anteprima di questo articolo ha una storia: l’allora Arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri (1941-2021), con un gesto paterno, stringe il braccio di mio figlio, mentre siamo assieme a tavola. È la giornata dedicata alle famiglie della parrocchia e io gli sto parlando delle polemiche sterili e cattive innescate da una parte della politica ferrarese e dell’amarezza personale per il fatto che diversi esponenti del mondo cattolico si erano uniti alle critiche per la sua azione pastorale. Ma il suo sguardo era assente; non rispose alle mie considerazioni, ed iniziò invece parlando di un episodio che lo aveva segnato nel profondo: “ieri ho letto di una ragazza che aveva tentato il suicidio, gettandosi da una finestra. A scuola. Sono andato in ospedale per conoscere le condizioni della giovane, e per offrire una parola di conforto alla famiglia. Sai cosa mi hanno detto i genitori? Che non volevano ingerenze religiose e che nessuno mi aveva invitato lì”. Poi rimase silenzioso. Dopo aggiunse: “Ma cosa vuoi che mi interessino i pettegolezzi delle malelingue? Le cattiverie dei buoni cristiani? E’ altro che fa male a un pastore”. E strinse il braccio di mio figlio Giovanni, con affetto e con lo sguardo addolorato.

Ecco, di quel periodo ho soprattutto il rammarico per non aver fatto di più per proteggerlo dal fango che montava, dei dispiaceri che si accumulavano. E oggi posso solo fare mie le parole del Vangelo di Matteo: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. E sono certo che per il vescovo Luigi la ricompensa è grande.

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