Il cammino dei Magi, allegoria della ricerca di Dio


di Piera Di Girolamo

I RE MAGI, CERCATORI DI DIO

I Re Magi hanno compiuto un lungo viaggio per giungere alla meta, per vedere con i loro occhi Colui che le profezie annunciavano come il Salvatore del mondo, il Messia. L’animo umano sente nel profondo un grande bisogno di andare in cerca di qualcosa di cui possiede impresso un sigillo, come una scintilla che mai si spegne.

Spesso non sa cosa cerca, non se lo chiede nemmeno, ma comunque è attratto verso qualcosa, o meglio dire, verso Qualcuno. Ogni cuore di uomo, anche quello più spietato, ha sete di felicità, ha sete di Amore, ha sete di Dio. Spesso è distratto, è inconsapevole del suo bisogno di giungere all’origine di ogni cosa, al Principio di tutto, alla sorgente della sua stessa esistenza. Il cammino dell’anima è un percorso di ricerca, fatto spesso di contrarietà, di ostacoli, di prove, come pieno di difficoltà sarà stato certamente il cammino dei Magi verso Betlemme.

Un uomo che non cerca è un uomo che ha rinunciato ad essere felice, che ha lasciato per strada il desiderio di vivere in pienezza, di dare un senso alla sua vita. Se questo senso l’avrà cercato nelle soddisfazioni umane, nella conquista dei piaceri, dell’effimero, di ciò che al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca, rimarrà prima o poi deluso. Ma non è mai troppo tardi per cambiare strada, per cercare il vero Tesoro e questa non è prerogativa solo di alcuni. A nessuno sarà mai negato il Tesoro, chi lo cerca, lo troverà.

Come i Magi che portarono a Gesù Bambino cose preziose, noi attraversiamo il cammino della nostra vita portando nelle nostre mani quel Bene che lungo la via saremo riusciti per grazia di Dio a realizzare, quel piccolo o grande cesto delle opere buone. Ma la vera ricchezza non saremo noi a presentarla a Dio quando giungeremo a Lui. Sarà, al contrario, il Signore a farci trovare il Tesoro, a porgerci il premio promesso ai Suoi figli, a consegnarci l’eredità che, come Padre, desidera offrirci. La vera ricchezza è Dio stesso, è quel Bambino che i Re d’Oriente trovarono nella grotta, adagiato su una mangiatoia.

Il Premio per chi ha cercato nella propria vita la vera felicità, per chi nonostante le cadute, si è rialzato e ha continuato a cercare, è una Persona, è Dio.

Allora nessuno mai ceda al pessimismo, nessuno si arrenda ad essere infelice, nessuno rinunci al Tesoro, ma con ferma decisione e spirito combattivo per superare ogni vento contrario, avanzi e tenga lo sguardo fisso verso la Stella che i Magi seguirono e che li condusse a realizzare quel desiderio che nel loro cuore non si era mai spento. Le loro ricchezze materiali, li lasciarono ai piedi del Bambino Gesù per rivestirsi dell’eterna Ricchezza che nessuno avrebbe loro mai tolto.

È spogliandosi di ogni tipo di ricchezza, che non sempre è materiale, ma spesso fondata sul proprio orgoglio, sul desiderio di essere osannati, apprezzati, su una vanagloria che pone l’uomo su un trono, su un piedistallo da cui non vuole più scendere, che si riuscirà a trovare la felicità, la gioia senza fine, il Verbo che si è fatto Carne e per mezzo del quale abbiamo ricevuto la Salvezza, il perdono e la Pace. Una Pace che il cercatore di Dio sentirà sempre più crescere nel proprio cuore, man mano che si avvicinerà alla Meta, una Pace che il mondo non potrà più togliergli perché nulla attorno a lui lo disturberà, ma procederà senza lasciarsi turbare da ciò che passa perché sta per giungere a ciò che è Eterno.


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