La scienza non è un credo, si evolve sulla sperimentazione e sugli errori

La scienza non è un credo, si evolve sulla sperimentazione e sugli errori

di Maria Bigazzi

IL VACCINO PUÒ RAPPRESENTARE UN BENEFICIO INDIVIDUALE, NON CERTO SOCIALE

C’era un film di Tina Pica, “La nonna Sabella” (1957), in cui uno dei personaggi, l’avvocato Mancuso, ogni tanto, quando doveva dire qualcosa e non poteva più farne a meno, se ne usciva con l’espressione “La devo dire, la devo direee!!“.

Ecco, quel momento è arrivato. Quando l’irragionevolezza supera ogni limite, quando non si vuole più andare oltre il proprio naso e, purtroppo, anche oltre le proprie ideologie, è necessario affermare l’ovvio. Gilbert Keith Chesterton aveva visto lungo…

C’è chi si arrabbia perché ha già fatto le tre dosi e addita chi non si è ancora vaccinato come un delinquente, quando ben dovrebbe sapere che il vaccino lo ha fatto per se stesso e non per gli altri. Non lo affermiamo noi, ma i medici seri che fin dall’inizio hanno ricordato che il vaccino può rappresentare un beneficio individuale, personale per lo stesso vaccinato, ma non per gli altri.

C’è chi si arrabbia perché dopo la seconda dose deve farne una terza e poi ce ne sarà una quarta e così via, e si rende conto di essere stato preso in giro perché ciò dimostra che il vaccino non funziona come dovrebbe.

C’è chi afferma di credere ciecamente nella scienza, dimenticando però che la scienza non è un credo, e che evolve sulla sperimentazione e anche sugli errori.

Per questo è assolutamente assurdo, e la gente dovrebbe rendersene conto, obbligare la popolazione a iniettarsi una cura sperimentale di cui sono più i dubbi e le incognite, senza contare gli effetti negativi, e che non è adatta nemmeno a tutte le categorie di persone, in quanto è stato riscontrato che per molti è del tutto inutile.

C’è chi dice che non esistono cure, mentre ve ne sono a volontà e funzionano in modo eccellente. È su quelle che bisogna investire, in quanto vaccinato o no se ci si ammala servono le terapie precoci. Infatti, anche i vaccinati vanno nelle terapie intensive e necessitano di cure per guarire.

Abbiamo medici vaccinati con la terza dose che si sono contagiati tra loro e che lo hanno trasmesso ai pazienti o viceversa; categorie di lavoratori ricattati sulla base di una cura sperimentale che ha dimostrato di funzionare ben poco, con numerosissimi effetti negativi. Dagli Stati Uniti incominciano ad arrivare dati importanti circa l’aumento di ricoveri, problemi cardiaci, sterilizzazione, aborti spontanei (e voluti per la sperimentazione) dovuti agli effetti del vaccino Covid-19. 

Al di là di ciò che ciascuno pensa, bisogna prendere in considerazione la realtà dei fatti.

Detto questo, c’è una domanda che non si può più tenere dentro…

Se ti sei vaccinato con tre dosi, credendo che la cura sperimentale ti rendesse come superman, giri con la maschera, il disinfettante sempre aperto, per quale motivo dovresti aver paura di chi non si è vaccinato, che è sano e si tampona tre volte a settimana, mentre tu sei libero di circolare anche se positivo?

Giovani che per non combattere cause scomode hanno accettato tutto, mentre i lavoratori rischiano il lavoro e di non riuscire più a mantenere le loro famiglie… Questo è il futuro? Meglio perdere tutto ma non quello in cui si crede. Quando vendi un pezzo di te, nessuno potrà più restituire.

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