Desiderio e bisogno, espressioni dell’animo umano


di Piera Di Girolamo

CHE DIFFERENZA C’È TRA DESIDERI E BISOGNI? E PERCHÉ PUÒ ESSERE UTILE COMPRENDERNE LA DIFFERENZA? PROVIAMO AD EVIDENZIARNE LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

È difficile che ci si soffermi sulla diversità dei due concetti, apparentemente simili, di desiderio e bisogno. Analizzandoli in modo più approfondito, essi svelano, invece, dei significati molto distinti tra loro che, a mio parere, sarebbe utile conoscere per capire ciò che tutti sperimentiamo nella nostra vita.

Un frammento di un articolo di Giovanni Cucci, psicologo, filosofo nonché religioso, citato nel libro di p. Enzo Vitale ”L’assistente sessuale per le persone disabili” (Armando Editore) pubblicato il mese scorso e del quale suggerisco la lettura (disponibile in offerta su Amazon) – qui l’autore affronta tale diversità in riferimento alle persone disabili che alla stessa maniera delle persone “normali” vivono di desideri e bisogni – mi ha aiutato personalmente a comprendere la differenza che passa tra un desiderio e un bisogno.

Cucci nel testo afferma che «in ambito psicologico si distingue anzitutto «desiderio» da «bisogno». Il desiderio, a differenza del bisogno, ha una radice più sottile e complessa, legata alla storia, alla memoria, agli affetti dell’individuo: esso ha anche a che fare con la fantasia e non è facilmente concretizzabile in un oggetto immediato, come avviene invece nel bisogno. [….]. C’è un elemento di continuità nel desiderio che indica una direzione, un percorso, un senso al vivere, a differenza del bisogno che è puntuale, limitato, circoscritto e di breve durata».

Innanzitutto non credo esista uomo privo di desideri, non sarebbe un uomo. Dio, infatti, per primo, ha impresso nel suo cuore un anelito, così mi piace definirlo, perché non dimentichi di guardare oltre e non perda di vista la Meta. Il desiderio primario di ogni uomo è dunque Dio stesso.

Poi, nel cammino della sua breve o lunga vita, l’uomo coltiva tanti altri desideri che possono essere di Bene, se riconducono al desiderio primario, o di male, se ha smarrito la via, se la direzione della sua vita è cambiata e la sua meta è diventata il raggiungimento di obiettivi mondani, materiali, che soddisfano soltanto la sua vanità. In quest’ultimo caso il suo desiderio lo porterà certamente a rimanere deluso e con un pugno di mosche in mano.

Ma qui il mio intento è non tanto quello di distinguere i diversi tipi di desideri, ma quello di entrare nella profondità del significato delle parole «desiderio» e «bisogno». Il desiderio è, come dicevo, un anelito a qualcosa che spesso solletica la nostra mente e ci porta anche a fantasticare, ad immaginare. Non tutti i desideri sono però realizzabili, e non tutti troveranno nella nostra vita compimento, ma sono certamente nostri compagni di viaggio di cui non riusciremo mai a liberarci, perché desiderare è naturale, è umano e io aggiungerei, anche divino. Anche Dio infatti, come tutti noi, ha desideri, e il Suo più grande desiderio è la salvezza di ogni Suo figlio, di ognuno di noi.

Desiderare è spingersi in là, è mettersi in cammino verso un obiettivo portando con sé la propria storia personale, le proprie emozioni, sentimenti, affetti, che sono il bagaglio della nostra esistenza.
Al contrario, il bisogno ha spazi limitati, agisce in modo immediato e non ha uno sguardo lungo.
È da sottolineare che ci sono bisogni che spesso possiamo scambiare per desideri. Possiamo rendercene conto nel momento in cui qualcosa che abbiamo creduto desiderio, svanisce in breve tempo senza che talvolta ce ne lasci nemmeno il ricordo. Il bisogno è come un lampo che passata la tempesta sparisce, il desiderio è come l’aria che respiriamo e che mai cessa di esistere.

Non tutti i desideri e nemmeno tutti i bisogni sono comunque da “assecondare”, ma, facendo un buon discernimento, sarebbe opportuno lasciare andare e mortificare quei desideri che comprendiamo non porterebbero frutti di Bene nella nostra o altrui vita, e anche quei bisogni che riconosciamo essere solo il frutto dei nostri capricci, dell’amor proprio, del nostro egoismo.

I desideri buoni vanno al contrario accolti, “incanalati” e perseguiti.

Credo che Dio ci guidi anche attraverso di essi per farci giungere a quella pienezza di vita che costituisce la nostra felicità.

Cosa sarebbero altrimenti quelle ispirazioni di Bene che Egli non smette mai di infondere nel nostro cuore, se non santi desideri che ci spingono a procedere sulla via, appunto, della Santità, della Carità e dell’Amore?!


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments