In viaggio nel tempo dell’arte. Un esempio: “Il Viandante sul Mare di Nebbia”


a cura di Angelica La Rosa

50 DEI CAPOLAVORI PIÙ FAMOSI DELLA STORIA DELL’ARTE SPIEGATI IN 60 SECONDI DI LETTURA CIASCUNO

Perché un’opera d’arte è considerata un capolavoro? Perché un capolavoro può valere anche centinaia di milioni di Euro? Ma soprattutto, quali sono i messaggi artistici, spirituali, umani, dietro da decine di opere tra le più conosciute al mondo

Capolavori Spiegati: 50 dei capolavori più famosi della storia dell’arte spiegati in 60 secondi di lettura ciascuno“, libro di Leo Donato, risponde a queste fondamentali domande che in molti, non esperti d’arte, si sono fatti almeno una volta nella vita.

Il testo propone, per ognuna delle 50 opere trattate, una descrizione dettagliata e una foto in grado di svelarne, in 60 secondi di lettura, storia, significato, curiosità, aneddoti, enigmi e tecniche di realizzazione. Una sintesi completa e semplificata di tutte le fonti più importanti e più recenti in grado di proiettare il lettore in “viaggio nel tempo dell’arte” che parte dai celebri Bronzi di Riace (450 A.C.) e dalle più famose sculture greche, passa per le maggiori opere di Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Van Gogh e tanti altri, per concludersi con Guernica di Picasso (1937).

Le opere trattate sono le seguenti:
1. Bronzi di Riace (autore incerto)
2. La Nike di Samotracia (autore incerto)
3. La Venere di Milio (autore incerto)
4. Il ritratto dei coniugi Arnolfini (Jan van Eyck)
5. Cristo Morto (Andrea Mantegna)
6. La Primavera (Sandro Botticelli)
7. La nascita di Venere (Sandro Botticelli)
8. L’Ultima Cena (Leonardo da Vinci)
9. Salvator Mundi (Leonardo da Vinci)
10. La Pietà (Michelangelo)
11. IL David (Michelangelo)
12. La Scuola di Atene (Raffaello)
13. La Creazione di Adamo (Michelangelo)
14. La Donna Velata (Raffaello)
15. La Gioconda (Leonardo da Vinci)
16. La Venere di Urbino (Tiziano)
17. La Canestra di Frutta (Caravaggio)
18. Ecce Homo, l’intrigante storia del Caravaggio ritrovato in Spagna nel 2021
19. Apollo e Dafne (Gian Lorenzo Bernini)
20. Le Conseguenze della Guerra (Pieter Paul Rubens)
21. La Ronda di Notte (Rembrandt)
22. Las Meninas (Diego Velàzquez)
23. La Ragazza con l’orecchino di perla (Jan Vermeer)
24. La Merlettaia (Jan Vermeer)
25. L’Altalena (Jean-Honoré Fragonard)
26. Amore e Psiche (Antonio Canova)
27. 3 Maggio 1808 (Francisco Goya)
28. La Grande Odalisca (Jean-Auguste-Dominique Ingres)
29. Il Viandante sul Mare di Nebbia (Caspar David Friedrich)
30. La Libertà che guida il popolo (Eugène Delacroix)
31. La Grande Onda di Kanagawa (Katsushika Hokusai)
32. La Nona Onda (Ivan Konstantinovič Ajvazovskij)
33. Le Spigolatrici (Jean-François Millet)
34. Colazione sull’erba, (Edouard Manet)
35. La Madre di Whistler (James James Abbott McNeill Whistler)
36. Ballo Al Moulin De La Galette (Pierre-Auguste Renoir)
37. Una Domenica Pomeriggio all’isola di Grande-Jatte (Georges Seurat)
38. Terrazza del Caffè la Sera (Vincent van Gogh)
39. La Dama di Shalott (John William Waterhouse)
40. La Notte Stella (Vincent van Gogh)
41. L’Urlo (Edvard Munch)
42. L’Avvampante Giugno (Frederic Leighton)
43. La Zingara Dormiente (Henri Russeau)
44. Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (Paul Gauguin)
45. Il Giardino dell’artista a Giverny (Claude Monet)
46. Les Demoiselles d’Avignon (Pablo Picasso)
47. Il Bacio (Gustav Klimt)
48. L’Enigma dell’Ora (Giorgio de Chirico)
49. La Persistenza della Memoria (Salvador Dalì)
50. Guernica (Pablo Picasso).

A titolo di esemplificazione riportiamo il commento all’opera di Caspar David Friedrich chiamata “Il Viandante sul Mare di Nebbia“.

𝗜𝗟 𝗩𝗜𝗔𝗡𝗗𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗠𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗡𝗘𝗕𝗕𝗜𝗔: “𝙡’𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙚𝙙𝙚 𝙪𝙣𝙖 𝙛𝙖𝙘𝙤𝙡𝙩𝗮’ 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙞𝙤𝙧𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙞𝙨𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙞”.

“Il Viandante sul Mare di Nebbia” dell’artista tedesco 𝗖𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗙𝗿𝗶𝗲𝗱𝗿𝗶𝗰𝗵 è uno dei dipinti più importanti e conosciuti dell’arte romantica del 1800. In primo piano, di spalle, un uomo con un bastone che indossa un 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗵𝗲𝘀𝗲 𝘁𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗼 di colore verde scuro mentre, in equilibrio sulla superfice irregolare delle rocce di una vetta montuosa, ammira i tratti di un paesaggio ancora visibili attraverso la densa foschia che lo copre. Lo scenario è quello delle 𝗘𝗹𝗯𝗲 𝗦𝗮𝗻𝗱𝘀𝘁𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝘂𝗻𝘁𝗮𝗶𝗻𝘀 al confine tra Sassonia e Boemia, che l’artista rielabora, trasformandolo da luogo reale in luogo ideale. Il personaggio rimanda al tema del 𝘃𝗶𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝘁𝗲 (𝘄𝗮𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗿) caro ai romantici tedeschi, una sorta di cavaliere errante (viaggiatore, girovago) che non si dirige verso un luogo fisico ma che altresì cerca un luogo dell’anima in una ricerca spirituale e “avventurosa” all’interno di sé stesso. I suoi capelli scompigliati dal vento simboleggiano questo tormento interiore e il suo bisogno di 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶ù 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶.

Le due valli, che visivamente si incontrano nel petto del viandante, mostrano la volontà dell’artista di mettere al centro del dipinto il cuore dell’uomo e, con esso, tutte le emozioni, talvolta contrastanti, che interessano l’essere umano.

L’identità del personaggio, che alcuni storici identificano con l’alto ufficiale militare 𝗙𝗿𝗶𝗲𝗱𝗿𝗶𝗰𝗵 𝗚𝗼𝘁𝘁𝗵𝗮𝗿𝗱 𝘃𝗼𝗻 𝗕𝗿𝗶𝗻𝗰𝗸𝗲𝗻, ha una importanza secondaria. Ciò che conta è la sua funzione all’interno del dipinto, ovvero quella del cosiddetto 𝗥ü𝗰𝗸𝗲𝗻𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿 (𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲), uno “strumento” artistico che consente all’osservatore di assumere la posizione fisica e psicologica del viandante, guardando il paesaggio con i suoi occhi ed immedesimandosi nel suo stato emotivo.

A separare l’uomo dalle prime rocce visibili solo parzialmente, vi è una nebbia fitta che non permette all’osservatore di comprendere chiaramente la giusta prospettiva di visuale, restringendo la sua capacità di comprensione della realtà. Il pittore vuole evidenziare la 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶 nel percepire la grande vastità della natura, riallacciandosi ad uno dei concetti fondamentali della 𝗳𝗶𝗹𝗼𝘀𝗼𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗞𝗮𝗻𝘁 ovvero il momento in cui la limitatezza delle capacità percettive e sensoriali dell’uomo si traduce nella perdita della suo “𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰”, inteso come capacità cognitiva di rappresentazione mentale delle cose.

Così come avviene per i mari, anche nel caso della nebbia, l’uomo può solo immaginare cosa si nasconde al di sotto. Egli diventa quindi consapevole della sua capacità parziale di comprendere l’infinito, che nella filosofia romantica tedesca dell’Ottocento era identificato con Dio e, nel dipinto, è simboleggiato dalla nebbia che finisce per fondersi con la nuvolosità del cielo.

Questo insieme di sensazioni ed emozioni viene identificato da Kant con il concetto di sublime inteso come “𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘨𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭’𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘥𝘪 𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘴𝘪𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘢𝘤𝘪𝘧𝘪𝘤𝘰, 𝘴𝘪𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳 𝘱𝘪ù, 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘰𝘨𝘯𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘱𝘪𝘤𝘤𝘰𝘭𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘦𝘴𝘵𝘳𝘦𝘮𝘢 𝘧𝘳𝘢𝘨𝘪𝘭𝘪𝘵à, 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘮𝘢, 𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘤𝘰𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰, 𝘪𝘯𝘵𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘰 𝘦 𝘴𝘪 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭’𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘦𝘥𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘢𝘤𝘰𝘭𝘵à 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘪”.

Friedrich, non mostrando l’espressione del viso del protagonista, sembra voler quasi nascondere all’osservatore questa contraddizione tra due elementi contrastanti come paura e sollievo. Tuttavia non è cosi, poiché creando una netta sovrapposizione tra personaggio e osservatore dà a quest’ultimo la possibilità di provare direttamente, in prima persona, questo contrasto interiore.

Da un punto di vista strettamente artistico il pittore dipinge in un format verticale al fine di evidenziare la posa verticale del personaggio principale. La luce sembra misteriosamente provenire dal basso illuminando la nebbia. Friedrich usa un mix di variazioni di blu e rosa nella rappresentazione del cielo, riprendendo gli stessi colori nella raffigurazione della montagna.

Il dipinto, un olio su tela di 98.4cm X 74,8cm, è oggi conservato presso il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗛𝗮𝗺𝗯𝘂𝗿𝗴𝗲𝗿 𝗞𝘂𝗻𝘀𝘁𝗵𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗺𝗯𝘂𝗿𝗴𝗼.

Tratto da “𝗖𝗮𝗽𝗼𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗦𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶” ​- 50 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘰𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘱𝘪𝘶’ 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘴𝘱𝘪𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘪 60 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘤𝘪𝘢𝘴𝘤𝘶𝘯𝘰. 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢, 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰, 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘤𝘶𝘳𝘪𝘰𝘴𝘪𝘵𝘢’, 𝘢𝘯𝘦𝘥𝘥𝘰𝘵𝘪, 𝘦𝘯𝘪𝘨𝘮𝘪, 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘪 𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘢𝘨𝘦𝘮𝘮𝘪 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘥’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘱𝘪𝘶’ 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘦. 


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