Il nuovo singolo “Mother of God” di Debora Vezzani: fra Divina Volontà ed evangelizzazione


di Simona Trecca

INTERVISTA ALLA CANTAUTRICE DEBORA VEZZANI, OSPITE DEL FESTIVAL DELLA CANZONE CRISTIANA, IN PROGRAMMA A SANREMO DA DOMANI FINO AL 5 FEBBRAIO

Da domani al 5 febbraio si terrà il primo Festival della Canzone Cristiana di Sanremo, una manifestazione alla quale la cantautrice Debora Vezzani, assieme ad altre note personalità della cultura e dello spettacolo, sarà ospite. L’abbiamo intervistata per inFormazione Cattolica.

Perché è necessario secondo te organizzare un festival della musica cristiana separato da quello della Canzone Italiana? Non c’è il rischio di passare per autoreferenziali?

Se è necessario non lo so, credo però sia una grande opportunità per far conoscere il genere della Christian Music che in tutto il mondo spopola mentre in Italia non è del tutto conosciuto e relegato ad un ambito poco popolare.

Da poco sei entrata a far parte della casa discografica La Gloria, il cui motto è “Vox clamantis in deserto” (la voce d’uno che grida nel deserto), il noto passo biblico di Isaia 40,3. In effetti le tue canzoni “gridano” in un mondo che sembra diventato un deserto di valori. Cosa ci puoi dire di questa tua adesione e di questa casa discografica in generale?

Sono stata contattata l’anno scorso dal discografico Andrea Marco Ricci che ha aperto questa casa discografica assieme a Francesco Lorenzi, il leader del gruppo di rock cristiano The Sun. Questa casa discografica già nel nome ha il suo intento, dare gloria a Dio con la musica che parla di Lui. È anche questo un modo di fare evangelizzazione.

Con le tue testimonianze in giro per l’Italia stai cercando di trasmettere un messaggio di fede particolare, quello cioè della venuta del Regno di Dio e della realizzazione piena nella Divina Volontà tratto dagli scritti della mistica pugliese Luisa Piccarreta (1865-1947), come mai?

Non si tratta di una fede particolare ma del Regno della Divina Volontà che si recita nella preghiera del Padre Nostro e che deve essere compiuto. Il progetto originario di Dio per noi era un progetto di giustizia, santità e felicità, rovinato dal peccato originale. Con la venuta di Gesù e la sua redenzione, Dio vuole ricostituire quello stato originario. Questo è lo scopo per cui siamo stati creati.

Il tuo brano “Inno all’amore” è la trasposizione musicale dell’Inno alla carità di san Paolo Apostolo (Prima lettera ai Corinzi 13,4-8). Allo stesso modo la canzone “Il Magnificat”. Le hai scritte seguendo sant’Agostino che insegna «chi canta prega due volte»?

Il brano “Inno all’amore” nasce come richiesta di musicare l’Inno alla carità di San Paolo, che mi è stata fatta da una coppia di amici che dovevano sposarsi. “Il Magnificat”, invece, è una canzone nata come ringraziamento alla Madonna. Non erano nei miei progetti. Nel caso de “Il Magnificat” ho chiesto alla Madre di Dio, aprendo la Bibbia, di donarmi le parole da musicare e, guarda caso, la Bibbia si è aperta sul Magnificat. Entrambi non sono nati dalla mia volontà. Io non volevo “cantare la fede”. Ho iniziato per caso, quando la coppia di amici di cui ho detto mi ha chiesto di musicare per il loro matrimonio il Salmo 139. Ne è nato “Come un prodigio”. Mi vergognavo e dicevo loro di non diffondere quel brano. “Cerco il tuo volto” nasce quando Fra Graziano Malgeri mi chiede di musicare le sue parole. Poi sono arrivate altre richieste e altri brani. A quel punto avevo un mio repertorio. Venivo invitata a cantare le mie canzoni e a raccontare la mia storia.

Il 25 gennaio è uscita nei digital store la tua nuova canzone “Mother of God”. Il testo è quello dell’Ave Maria in lingua inglese. In realtà è frutto di una sofferenza, come tu stessa hai raccontato: «La melodia è arrivata da sola in un momento di combattimento spirituale pochi giorni fa, il 28 Dicembre, festa dei martiri innocenti».

Il mio motto è “renditi disponibile e vedrai meraviglie” e, anche in questo caso, io non ho fatto nulla, ha fatto tutto Dio che compie meraviglie. Ero in un combattimento spirituale, ho chiamato la Madonna in mio aiuto, “ho aperto la bocca ed è uscita questa melodia”. Poi ho cercato il testo dell’Ave Maria in lingua inglese e l’ho letto cantando! Questa canzone l’ho ricevuta in dono.


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