Tra i tornanti dell’anima: in cammino con la Parola


a cura di Angelica La Rosa

L’AMORE PER IL QUOTIDIANO, SI ALLEA CON UN DESIDERIO MISTICO CHE, INVECE DI CREARE UN CORTO CIRCUITO, AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA META, A DIO

Montagna e Dio sono parole e sostanze che si richiamano a vicenda. Il Sinai era la montagna di Dio e della Legge e da sempre, l’uomo, vede nelle vette impervie delle montagne, una metafora del cammino verso la salvezza. Le poesie di Stefania Perna, rinnovano questa alleanza tra le altezze della montagna e il desiderio di avvicinarsi a Dio: attraverso l’esperienza quotidiana della contemplazione della natura e attraverso la meditazione relativa a frasi del Vangelo ma anche di una marea di santi, pensatori, martiri, papi“.

La prefazione di Tra i tornanti dell’anima: in cammino con la Parola (Edizioni Segno) di Stefania Perna, chiarisce bene di cosa si occupa il testo. L’autrice spazia dall’epoca dei primi cristiani ai tempi attuali, da San Basilio Magno a santa Bakhita, da papa Francesco al beato Fulton Sheen (1875-1979), da San Serafino di Sarov a Sant’Agostino, da Carlo Carretto alla Delbret e a tanti altri.

Molto frequente è il ricorso alla metafora dei tornanti: come quando si va in montagna e si affrontano i passi montani, con quelle curve che sembrano oscurare la visione della meta, così anche nella fede, il cammino è spesso contornato da momenti di fragilità e di smarrimento che vengono superati dall’ansia, dal desiderio dell’altezza.

Nelle poesie della Perna, si può trovare la forza del realismo dantesco, unita al misticismo di san Bernardo: l’amore per il quotidiano, si allea con un desiderio mistico che, invece di creare un corto circuito, avvicina sempre più alla meta, a Dio.

Non è facile definire questi brani, perché uniscono stile poetico, preghiera e meditazione: ma il tutto in modo davvero scorrevole e facile da seguire: le citazioni che poi seguono i pensieri, allargano l’orizzonte attraverso tutte le epoche e tutti i tipi di santi, come per dire che la fede è davvero qualcosa di universale e che accomuna tutti quelli che seguendo l’Amore, si lasciano trascinare verso l’Alto.

Questo testo della Perna può aiutare a riscoprire la preghiera come filo diretto tra la terra e il cielo, partendo dal proprio quotidiano e persino dalle proprie ombre, per poi “gridare a Dio” e da Lui e dalle Sue Parole, farsi salvare. E come in montagna a volte per salire non si può affrontare la via diretta, perché il corpo risulterebbe sottoposto ad uno sforzo troppo forte, ma bisogna accettare talvolta di farsi guidare o anche tornare indietro, o procedere tra le curve, così anche la vita, compresa quella spirituale, è caratterizzata dai tornanti richiamati dal titolo, cioè da svolte che permettono di rimanere in strada. E pian piano si arriva alla certezza che spesso il cammino, è esso stesso, una meta, quella della sequela.


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