I disabili sono un “peso” da far fuori? Conoscete Christopher Nolan?


di Gianmaria Spagnoletti

CHRISTOPHER NOLAN NASCE IN IRLANDA NEL 1965, TETRAPLEGICO. NESSUNO AVREBBE SCOMMESSO SU DI LUI, TRANNE SUA MADRE. IMPARÒ A SCRIVERE CON UN COMPUTER E DIVENNE UNO STRAORDINARIO SCRITTORE RACCONTANDO LA SUA DISABILITÀ CON GRANDE PROFONDITA’ E POESIA. UN INSEGNAMENTO OPPOSTO ALLA MENTALITÀ CHE CONSIDERA I DISABILI UN “PESO” DA FAR FUORI

Una delle tristi novità del 2022 è che la legge permetterà a un tetraplegico di nome “Mario” (nome di fantasia) di terminare la sua vita. Benché l’Italia non preveda la pena di morte nel proprio ordinamento, farà una deroga ai regolamenti che vietano il commercio di “merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti” (ex L. 200 del 30/7/2005) e consentirà che questa “morte volontaria” avvenga per mezzo del Pentothal, il barbiturico che viene usato per sopprimere i condannati a morte negli Stati Uniti (la cosiddetta “iniezione letale”).

Per contrasto, oggi vi voglio raccontare una storia di tono totalmente opposto, che profuma di bellezza e di dignità: quella di Christopher Nolan. Non il regista cinematografico, ma lo scrittore irlandese che, pur essendo meno noto, ha lasciato lo stesso un segno indelebile nell’ambito della letteratura. Christopher nacque a Mullingar, in Irlanda, il 6 settembre 1965, dopo un parto difficile: nel corso di un travaglio di ben due ore, un’asfissia causò al piccolo Christopher danni tali da lasciarlo tetraplegico a vita. Da lì in poi cominciarono le sue difficoltà, a partire dal rifiuto opposto dalle scuole elementari che per vari motivi non vollero accoglierlo. Christopher, infatti, era immobile e pareva incapace a cogliere gli stimoli esterni, o a comunicare. Tuttavia la madre era convinta che fosse perfettamente capace di interagire, perché vedeva i suoi occhi muoversi. Fu proprio lei a insegnargli le basi di tutte le materie, a casa, sul tavolo di cucina, e in seguito Christopher fu istruito anche nella Central Remedial Clinic di Clontarf.

A 11 anni poté frequentare la sua prima “vera” scuola, la “Mount Temple” di Dublino, dove trovò insegnanti ben disposti a farsi carico delle sue necessità, e compagni di scuola che lo accolsero cordialmente, come un ragazzo perfettamente “normale” (ma questa parola, nel suo caso, è completamente fuori luogo!). Quando Christopher frequentava la “Mount Temple” avvenne la svolta della sua vita: su suggerimento di un insegnante, gli venne insegnato ad usare un computer. Scriveva battendo su una tastiera speciale una bacchetta assicurata alla fronte, anche grazie a un farmaco che, agendo da rilassante muscolare, gli permetteva di muovere il collo. A quel punto Christopher fece uscire tutti i pensieri che aveva immagazzinato per anni nella sua testa: la sua opera prima era “Dam burst of dreams” (“Inondazione di sogni”), era una raccolta di poesie scritte durante l’adolescenza e pubblicate nel 1981 all’età di 16 anni.

Fu un inizio straordinario, grazie al quale Nolan fu paragonato a poeti irlandesi come James Joyce e W.B. Yeats. Seguì il romanzo “Under the eye of the clock” (“Sotto l’occhio dell’orologio”), finora l’unica sua opera tradotta in italiano, essenzialmente una autobiografia dove Nolan si raccontava in terza persona e dietro l’alter ego di Joseph Meehan, intercalando ai fatti le sue riflessioni sulla propria vita, la propria disabilità e l’arrivo del successo letterario. Fu un traguardo straordinario il fatto che, per la prima volta, un disabile gravissimo, su cui probabilmente nessuno avrebbe scommesso un soldo, potesse diventare un grande scrittore: eppure è quel che è successo, grazie alla determinazione di sua madre e all’aiuto di un computer, Christopher Nolan è riuscito a infrangere l’apparente incomunicabilità del suo stato scrivendo la propria autobiografia (a 22 anni!), presto diventata fenomeno letterario in Irlanda, che gli fruttò anche il “Whitbread Book Award”.

Uno dei riconoscimenti più belli, che è anche una preziosa testimonianza d’eccezione, viene dal suo ex compagno di scuola Paul David Hewson, in arte Bono Vox, che in occasione di un concerto degli U2 ha raccontato: «Noi [i membri della band] abbiamo frequentato tutti la stessa scuola [la scuola Media Mount Temple, appunto]. E mentre stavamo per terminare gli studi, arrivò questo ragazzo che non riusciva a muovere nulla, neanche un muscolo. Solo gli occhi: i suoi occhi erano aperti. Alla nascita aveva avuto una asfissia di 2 ore ed era completamente paraplegico. Sua madre era convinta, vedendo gli occhi, che il figlio fosse vivo e cosciente. Per questo gli leggeva libri e gli insegnò tutto: matematica, poesia… qualunque cosa. Alla fine, qualcuno creò questa piccola medicina [il Lioresalche gli consentì di muovere il collo in avanti di un pollice soltanto. Quindi qualcuno ebbe l’idea di mettergli un supporto alla fronte e di insegnargli a scrivere al computer. Scoprii che non aspettava altro, e che di fatto aveva scritto poesie per anni, nella sua testa. La sua prima poesia si intitolava “I learn to bow” [cioè “imparo a piegarmi/inchinarmi”] e poi pubblicò un libro che si intitolava “Inondazione di sogni”. È una storia fantastica! Era veramente un grande, e mi ha spinto a scrivere questa canzone: “Miracle Drug”, cioè “La medicina miracolosa».

Qui il testo della canzone, che narra la vicenda di Christopher dal punto di vista della madre (traduzione mia). Fa parte dell’album degli U2 “How to dismantle an atomic bomb”.

I want to trip inside your head
Spend the day there…
To hear the things you haven’t said
And see what you might see
I want to hear you when you call
Do you feel anything at all?
I want to see your thoughts take shape

And walk right out
Freedom has a scent
Like the top of a new born baby’s head

The songs are in your eyes
I see them when you smile
I’ve seen enough I’m not giving up
On a miracle drug
Of science and the human heart
There is no limit
There is no failure here sweetheart
Just when you quit…
I am you and you are mine
Love makes nonsense of space
And time…will disappear
Love and logic keep us clear
Reason is on our side, love…
The songs are in your eyes
I see them when you smile
I’ve had enough of romantic love

I’d give it up, yeah, I’d give it up
For a miracle, a miracle drug, a miracle drug
God I need your help tonight
Beneath the noise
Below the din
I hear your voice
It’s whispering
In science and in medicine
“I was a stranger
You took me in”
The songs are in your eyes
I see them when you smile
I’ve had enough of romantic love

I’d give it up, yeah, I’d give it up
For a miracle, miracle drug

Miracle, miracle drug

Voglio fare un viaggio nella tua testa
passarci tutto il giorno
per sentire le cose che non hai detto
e vedere quel che potresti vedere
Voglio sentirti quando chiami
Non senti nulla?
Voglio vedere i tuoi pensieri prendere forma
E venire fuori
La libertà ha un profumo
Come quello della cima della testa di un neonato
Le canzoni sono nella tua testa
Le vedo quando sorridi
Ho visto abbastanza, io non rinuncio
A una medicina miracolosa
Della scienza, e del cuore umano
Non c’è limite
Non c’è fallimento qui, tesoro
Solo quando rinunci
Io sono te e tu sei mio
L’amore se ne frega dello spazio
E il tempo…sparirà
Amore e logica ci tengono liberi,
La ragione è con noi, amore
Le canzoni sono nella tua testa
Le vedo quando sorridi
Ne ho avuto abbastanza dell’amore romantico
Ci rinuncerei, sì, ci rinuncerei
Per un miracolo, una medicina miracolosa.
Dio, ho bisogno del tuo aiuto stanotte
Sotto il rumore
Più in basso del frastuono
Sento la tua voce
Sta sussurrando
In scienza e medicina
“Ero straniero
e tu mi hai accolto”
Le canzoni sono nella tua testa
Le vedo quando sorridi
Ne ho avuto abbastanza dell’amore romantico
Ci rinuncerei, sì, ci rinuncerei
Per un miracolo, una medicina miracolosa.
Medicina, medicina miracolosa

Anche gruppo rock statunitense dei R.E.M. hanno scritto una canzone ispirata alla sua vicenda, intitolata “The Wrong Child” (“Il bambino sbagliato”). Nolan scrisse anche altro, fra opere teatrali, poesie e romanzi (“The Banyan Tree” “Torchlight and Laser beams”) e poesie benché, ovviamente, nelle sue condizioni, la scrittura gli richiedesse molto tempo e uno sforzo che si può definire “eroico”. Fu nominato membro di Aosdána, un’associazione di artisti irlandesi, e ricevette una laurea Honoris Causa dal Trinity College di Dublino. Sfortunatamente, Nolan scomparve a soli 43 anni il 20 febbraio del 2009 per soffocamento, ma la sua vita ci lascia un grande insegnamento di dignità umana.

Che cosa ha reso così grande la sua vita?

Innanzi tutto l’amore della sua famiglia: di mamma Bernadette (scomparsa l’anno scorso), di papà Joseph, di sua sorella Yvonne, senza dubbio aiutata dalla salda fede cattolica che anche Christopher condivideva, visto che parlava ogni tanto della sua disabilità come della sua “croce”. E poi l’accoglienza dei professori e degli studenti della scuola “Mount Temple” di Dublino, che seppero vedere in lui un ragazzo “come gli altri” e lo trattarono di conseguenza, senza la “crudele pietà” (parole dello stesso Christopher) di altra gente che non lo considerava capace di tanto.

Tutto ciò accadde in Irlanda negli anni ’70 e ’80. Perché nel frattempo tutto è cambiato, e in peggio?
Perché si è fatta strada l’idea che i malati e i disabili gravi siano solo “bocche inutili da sfamare”. Ovviamente i media non osano dire così, perché sarebbe troppo crudo. Ma qui mi si permetta di dire loro una cosa: piuttosto, non ammantate tutto di “autodeterminazione”, di “dignità”, di “libera scelta”. Dite che i malati e i disabili gravi perché sono “una spesa per lo Stato”, e “un peso” e volete ucciderli per questo.

Ma l’alternativa c’è ed è praticabile: trattarli come ha fatto la famiglia di Christopher Nolan. Trattarli da uomini.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments