Nella società presente, un po’ addormentata, è necessario entrare in contatto con le Sacre Scritture

Nella società presente, un po’ addormentata, è necessario entrare in contatto con le Sacre Scritture

di Lucilla Denti

AL CENTRO PIME DI MILANO LO SPETTACOLO: “PRIMA IL VANGELO… SECONDO ME!

Nei Vangeli c’è un lato comico, a pensarci bene, perché Gesù rovescia le prospettive.  Nei miei monologhi porto questo aspetto dei quattro sinottici, ecco perché si può definire cabaret. È come se narrassi il quinto Vangelo, facendo emergere quello che non è scritto a chiare lettere“.

Così presenta i suoi spettacoli Michele Diegoli, che andrà in scena sabato 19 febbraio 2022 al Teatro del Centro PIME di Milano con il titolo “Prima il Vangelo… secondo me!“.

Giovane impegnato in Azione Cattolica, poi insegnante di Storia, Filosofia e Religione al liceo e padre di 4 figli, Diegoli oggi si esibisce nei teatri comunali e nelle Parrocchie presentando il Dio misericordioso delle Sacre Scritture con il suo approccio originale, unico, che nasce – come racconta- dalla sua fede vissuta e sempre curiosamente stupita di fronte a una storia, quella di Gesù, “piena di vuoti, per lasciare spazio alla libertà dell’amore“.

Fa bene più a me che agli ascoltatori questa esperienza“, confida, pur creando subito- sul palco, con il solo leggio- una divertente confidenza con il pubblico che si riconosce facilmente nelle sue provocazioni. Lo spettacolo è ospitato del Teatro Pime, nel contesto del più antico istituto missionario italiano.

“In 170 anni di storia, i missionari del Pime hanno trovato mille e più strade per annunciare il Vangelo nei più vari contesti, tra popoli e lingue lontani dal nostro” dice Andrea Zaniboni, direttore artistico. Specifica poi: “Per questa ragione lo spettacolo di Diegoli è intrigante e si inserisce perfettamente nella Stagione Pime: nella nostra società presente, un po’ addormentata rispetto alle modalità di entrare in contatto con le Sacre Scritture, il Cabaret e l’ironia sono uno strumento che può risvegliare curiosità e interesse. Esattamente come fanno i missionari nel mondo, trovando modalità comunicative aperte e innovative”.

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