Droga e concezione della vita


di Diego Torre

TANTI NOSTRI UOMINI POLITICI NON HANNO UNA WELTANSCHAUUNG (VISIONE DELLA VITA) DI RIFERIMENTO…

Si è parlato ancora una volta di droga in occasione del referendum bocciato dalla Corte Costituzionale e non poteva mancare l’opinione di Andrea Muccioli, figlio di quel Vincenzo, fondatore della comunità terapeutica di San Patrignano, votata al recupero e alla riabilitazione dei tossicodipendenti. Da “Sanpa”, dove è possibile completare gli studi o imparare un mestiere, migliaia e migliaia di ragazzi sono usciti liberi dalla tossicodipendenza. A “Sanpa” tanti hanno trovato l’amore  e la dedizione degli operatori, una famiglia, una comunità di vita.

Morto il padre nel 1995, il figlio Andrea si pose a guida dell’opera fino al 2011: un figlio d’arte quindi, dalla indubbia competenza in materia. Il quotidiano La Stampa lo ha recentemente intervistato e, con la nitidezza e la forza che lo contraddistinguono (sarà un dono di famiglia!) ha ricordato che:

– “dove è stata sperimentata la legalizzazione delle droghe non si sono frenati i consumi e non è stato fermato il mercato nero“;

la massiccia tendenza alla somministrazione di questi farmaci oppioidi come antidolorifici ha causato 200 mila morti di overdose per queste droghe legali. Tutto questo non ha per nulla interrotto il narcotraffico, anzi lo ha alimentato“;

nell’opinione pubblica c’è una scarsa consapevolezza sul fatto che la marijuana continua a essere una specie di cancello di ingresso nel mondo delle droghe“;

se si vuole davvero intervenire in merito serve una legge che preveda l’utilizzo della marijuana terapeutica con un Thc molto basso. In questo modo le proprietà benefiche vengono mantenute senza provocare lo ‘sballo’. Il contesto però non è mai stato questo, è sempre stato un grimaldello per sfondare la porta della proibizione“.

Andrea si è dichiarato contento della bocciatura del referendum; e noi lo siamo con lui. Ma non possiamo fare a meno di chiederci: le evidenze richiamate da Muccioli non sono riscontrabili col più evidente buon senso? I fautori della liberalizzazione e i nostri stessi parlamentari non ne sono pienamente a conoscenza?

Certi che lo sono, ma il problema di fondo è un altro. E’ un problema antico, sempre valido ed universale: cos’è l’uomo? Un essere destinato ad una felicità eterna al cospetto di Dio che lo ha creato? O una cometa effimera che passa nel cielo della storia alla ricerca di piacerini passeggeri?

Ed ancora: la verità sull’uomo preesiste a lui ed è riscontrabile con una spassionata osservazione e relativa riflessione? O non esiste alcun valore assoluto, neanche in natura, e l’unico orientamento possibile è la ricerca spasmodica di capricci da soddisfare?

Il problema della legalizzazione delle droghe, come ogni altro, è infin dei conti riconducibile alla natura reale della persona umana. Prescindere da esso equivale a scegliere senza seriamente riflettere, senza quella indispensabile formazione spirituale che ogni uomo dovrebbe avere.  E’ il limite di tanti nostri uomini politici che, presi da mille incombenze immediate, non hanno una weltanschauung (visione della vita complessiva) di riferimento. Non tutti però. I nemici di Dio e dell’uomo ce l’hanno; e come! Si chiama relativismo.


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