Il vescovo Savino: “quando si bombarda un ospedale pediatrico sono sconfitte la ragione e l’umanità”


di Bruno Volpe

NON HA SENSO IL DIFFUSO ODIO ANTI RUSSO. NON POSSIAMO CONFONDERE LA RUSSIA, E RELATIVO POPOLO, CON PUTIN

“Questa guerra è la sconfitta della ragione e dell’ umanità”: Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio in Calabria è fortemente amareggiato. Lo abbiamo intervistato.

Eccellenza Savino, come giudicare questo conflitto?

“È quanto di maggiormente insensato possa accadere. La guerra di per se stessa è una tragedia, ma quando si arriva a certi atti come il bombardamento di un ospedale pediatrico significa che la vera sconfitta è della ragione e dell’ umanità. Ecco perché bisogna al più presto scegliere la via del dialogo e della diplomazia, sedersi con un mediatore autorevole attorno ad un tavolo coinvolgendo non solo i contendenti, ma anche l’Europa, gli Usa e la Cina”.

Sembra che le lancette della storia siano tornate indietro..

“In effetti è così. Quando vedo le file dei mezzi militari ricordo i tempi  dei conflitti mondiali, ma non dimentichiamoci che nel mondo esistono altre 42 guerre dimenticate delle quali tener conto, siamo alla globalizzazione della guerra. Il tutto accade nel terzo millennio ed è un fallimento, io parlo di Alzheimer culturale e morale”.

Che fare?

“Il grande problema è che non si vede una vera e convincente exit strategy, almeno per adesso. Come dicevo prima occorre un tavolo allargato di mediazione che sia autorevole e ragionevole”.

Si percepisce un diffuso odio anti russo: ha senso?

“No. Non possiamo confondere la Russia e relativo popolo con Putin. Che le scelte del leader russo siano fortemente errate non vi è alcun dubbio e che non è permesso invadere uno Stato sovrano o bombardare un ospedale è pacifico. Però anche Zelensky ci ha messo del suo con quell’inistere sull’aderenza all’Ue o alla Nato. Oggi Putin è come un animale ferito anche per via del dissenso interno e delle sanzioni e non esiste nulla di più pericoloso. Bisogna aiutarlo ad uscire dall’angolo con la forza delle diplomazia. Forse Putin ha fatto male i conti, pensava di risolvere il conflitto in una passeggiata di due o tre giorni e non ha calcolato la resistenza ucraina e le sanzioni. Però l’obiettivo primario è che cessino le armi”.

 


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