Tante volte le nostre preghiere sembrano trovare il Cielo sordo, perché?


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO: GIOVEDI’ 10 MARZO 2022

Dal vangelo secondo Matteo 7, 7-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

COMMENTO

«Chiedete e vi sarà dato». Fosse così facile, verrebbe da dire. Perché tante volte chiediamo qualcosa, anche qualcosa che ci sembra importante e giusto, e invece non lo otteniamo? Il Signore permette che in questa vita facciamo i conti con il male, con il limite, la malattia, il dolore, la morte. Perché questo? Non lo sappiamo. Sappiamo però che è così, e tante volte le nostre preghiere sembrano trovare il Cielo sordo, quando non addirittura ostile. Ma sappiamo anche che il Signore ha orizzonti più vasti dei nostri. Il suo orizzonte non sono i giorni (pochi o tanti, comunque pochi) che trascorriamo su questa terra. Il suo orizzonte è definitivo, è la vita eterna. Dio ci da quello che ci serve perché possiamo salvarci l’anima. È questo ciò che più conta nella nostra vita. Dio non ci promette che, se cerchiamo di fare la sua volontà, i problemi della nostra vita saranno risolti. Non ci promette che tutto su questa terra ci andrà bene. Ma ci promette che il suo aiuto in questa vita non mancherà mai e che, se lo vogliamo, la nostra condizione sarà quella della pace e della gioia piena e perfetta. E definitiva.


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